IL CAVALLO INCANTATO

tratta da “Le mille e una notte”

Nel regno della Persia viveva un importante sultano. Egli organizzava ogni anno una festa sfarzosa che coinvolgeva l’intero Stato. Un giorno, durante la sacra celebrazione, giunse un indiano e gli mostrò un cavallo di legno, capace di sollevarsi e di portare il suo padrone in qualsiasi luogo egli desiderasse.

Il figlio del sultano, Firuz-Shah, era molto presuntuoso e volle spudoratamente salire in groppa al cavallo per vedere come funzionasse. Però non sapeva nulla dei comandi della macchina e così girò una valvola, librandosi in aria e non sapendo come scendere. Trovato il modo, Shah si trovò ad atterrare lontanissimo da casa, nel regno del Bengala in India.

Il principe persiano atterrò proprio su un tetto di un nobile palazzo dove risiedeva una bellissima principessa. Egli inizialmente esitò, ma poi si introdusse nelle raffinate e profumate stanze della ragazza a cui raccontò tutta la sua travagliata storia. La principessa era di animo nobile e anziché denunciarlo ai genitori si innamorò perdutamente di lui, essendo il giovane di bell’aspetto e molto colto.

Così i due nel cuore della notte iniziarono a parlare delle loro vite e la principessa ad un certo punto, abbagliata dalle notizie riguardo lo splendore del regno della Persia, volle seguire il suo innamorato, credendo che il suo regno fosse troppo povero e arretrato. I due così salirono sul cavallo per fare ritorno in Persia.

Nel frattempo il sultano, disperato per la sorte del figlio, ritenuto ormai morto, aveva fatto incarcerare l’indiano ed ora, dopo la notizia dell’arrivo del figlio con una principessa, lo scacciò malamente. L’indiano non perdonò mai tale affronto e di fatti colse l’occasione per intrufolarsi di nascosto nella camera della principessa del Bengala.

La principessa venne fatta prigionierà dall’indiano che la portò via. La sorte gli fu avversa perchè il sultano di quelle terre lo uccise, invaghitosi della giovane, tanto bella e radiosa. Ma ella lo rifiutava, fingendosi pazza. Intanto il promesso sposo Firuz-Shah, non perdendosi d’animo, si travestì da monaco e partì alla ricerca della sua amata.

Dopo qualche tempo egli venne a sapere della storia di una certa principessa malata di mente che non poteva sposarsi con il sultano locale. Curioso, il finto monaco si fece presentare e scoprì che la principessa proveniva dal Bengala: la sua sposa perduta!

Immediatamente il principe Firuz-Shah inventò delle storie per visitare la principessa e riuscì a convincere l’animo travagliato del sultano indiano che lo fece accomodare. Così i due innamorati dopo mesi si ritrovarono, abbracciandosi con passione.

Firuz-Shah progettò di condurre la principessa nella piazza della città sopra il cavallo alato magico che il sultano dell’India aveva fatto rinchiudere nel suo tesoro personale. Sopra la bestia avrebbe messo la principessa e ai fianchi della macchina avrebbe fatto collocare due bracieri che dovevano innalzare molto fumo di incenso per una sottospecie di rito magico.

Accadde proprio così e i due vissero insieme, felici e contenti.

 

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