Figli tiranni: il cambiamento parte dai genitori. Ecco un esperimento francese.

La gerarchia capovolta

E’ partito lo scorso novembre un singolare esperimento in Francia. Protagonisti i genitori “vittime di piccoli tiranni” per i quali è stato creato, presso l’ospedale Saint-Eloi di Montpellier, un apposito centro di sostegno. L’obiettivo è di sradicare il circolo vizioso che si crea quando un bambino reagisce all’autorità genitoriale con capricci o sfide, in una logica di potere che porta o a cedere o ad arroccarsi sulla propria posizione.
Florence Pupier, la psichiatra che coordina gli incontri settimanali insieme a due colleghe, si propone di lavorare sul rapporto genitori-figli e, in particolare, sul ruolo dell’adulto.
Non si cambiano gli altri, se non si è in grado di cambiare se stessi. Ecco perché è importante mettersi in discussione come genitore laddove ci si scontra con un comportamento tirannico da parte dei bambini.
Il gruppo di Montpellier ispira agli studi dello psicologo israeliano Haim Omer, promotore del principio di Non Violent Resistance: si tratta in pratica di una resistenza non violenta, mutuata dal campo politico e applicata alle dinamiche familiari.
Il presupposto è che, per indurre un cambiamento negli altri, bisogna innanzitutto agire su noi stessi. O, per dirla parafrasando il Professor Omer: “Se noi cambiamo, le scelte degli altri non possono restare le stesse”.
Si tratta di una scommessa, ma anche di un modo per mettere in luce i problemi che molti genitori oggi incontrano nel rapporto con i figli.rabbia4

Perché vittime? Perché tiranni?

L’aggressività e la rabbia sono due componenti fisiologiche della natura umana, che si manifestano sin da piccoli. Peraltro la parola aggressività ha una radice latina che è utile esaminare, poiché racchiude il significato più profondo della parola: il termine latino aggredior significa “cammino in avanti”, “vado verso”.
In pratica, un comportamento aggressivo non è necessariamente negativo, poiché rappresenta una modalità comunicativa di crescita, che si trasforma via via in relazione allo sviluppo del bambino.
Nelle prime fasi della vita è normale reagire alle frustrazioni con pianti, urla, lanci di oggetti.
Questo comportamento diventa problematico quando non si evolve nel tempo, complice l’incapacità dei genitori di porre dei limiti. Questo il nocciolo del problema: in molti nuclei familiari i bambini arrivano quasi a comandare i genitori, per un problema di fondo della relazione.
In parte non vi sono spesso modelli educativi chiari di riferimento e molti adulti si trovano disorientati.

Nine month old playing peek a boo with mother Photo Halee Sherwood|CC
Su questo tema si è focalizzata Jirina Prekop nel libro “Il piccolo tiranno”, in cui afferma: “Durante il mio lavoro, mi capita sempre più spesso di incontrare genitori profondamente angosciati dal bambino ‘diventato ormai un incubo’: genitori che si sentono schiavizzati e non rispettati” … “Bambini infelici perché sono dipendenti dal tiranneggiare. Negli ultimi dieci anni si è notata un’impressionante crescita di disturbi della personalità infantile. Disturbi di carattere distruttivo e aggressivo accompagnati da freddezza dei sentimenti, da egoismo e da mancanza di rispetto degli altri”.
La tirannia dei piccoli non è solo fonte di frustrazione per i genitori, ma per i bambini stessi, che viaggiano alla deriva delle loro emozioni senza imparare a controllarle. Che fare?



Il giusto equilibrio tra sì e no che fanno crescere. Cambiamo, lavorando su fiducia ed autostima

Un primo passo per risolvere i problemi è non generalizzare, tenendo conto che ogni storia rappresenta un caso a sé, essendo unici i componenti del nucleo familiare e il contesto.
Non esistono libri, ricettari, non ci sarà blog per genitori disperati che tenga.
Essere mamme e papà è un percorso in continua evoluzione, oggi da riscoprire: una società fondata sul benessere e sulla conquista semplice delle cose porta spesso ad essere indulgenti. Non stiamo invocando un autoritarismo inutile, ma ribadendo l’importanza di regole chiare, non confuse. I bambini hanno bisogno di sì, ma anche di no.
A volte mamme e papà entrano in crisi al momento di imporre regole, temendo di essere troppo rigidi e di far soffrire i figli.




Porre dei limiti aiuta tuttavia i piccoli ad essere più forti e sicuri: l’importante è che le regole vengano date con tono fermo e determinazione. Accanto ai no che servono a crescere, occorrono tuttavia un bel numero di sì. I bambini cercano fisiologicamente l’approvazione dei genitori e delle persone con cui crescono. La soddisfazione che provoca un’azione ben fatta li aiuta a costruire una percezione di se stessi armonica ed equilibrata. Quello che è importante, prima ancora di arrivare ad un gruppo di sostegno come accade in Francia, è riuscire a trovare il giusto equilibrio tra sì e no. Questa è oggi una delle principali sfide cui sono chiamati i genitori.

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Ecco qualche testo per approfondire il tema del bambino tiranno

Il piccolo tiranno. Come comportarsi di fronte ai capricci ostinati dei bambini
Prekop Jirina – Editore: Red Edizioni  (collana Economici di qualità)

Bambini tiranni? Educare con serenità senza diventare vittime di capricci e incomprensioni
Diane Purper-Ouakil – Milano, Fabbri, 2005

Il tuo bambino e… l’aggressività. Una guida autorevole per affrontare rabbia e collera
Brazelton T. Berry, Sparrow Joshua D.- Editore: Cortina Raffaello