Fonte: Wikitesti.com

Una raccolta delle nostre filastrocche preferite del celebre Gianni Rodari. Abbiamo voluto suddividere questa breve raccolta in tre filoni tematici, cercando di offrire una chiave di lettura che vada oltre l’arte, alla ricerca di quell’impegno educativo che le filastrocche riescono a trasmettere bene. Buona lettura!

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L’ERRORE CREATIVO

Gianni Rodari è stato un grande teorico dell’errore creativo, a cui ha dedicato un capitolo all’interno della sua “Grammatica della fantasia” proprio per spiegarne le potenzialità.

L’errore, prima di divenire un’istanza di mortificazione per chi lo commette, nasconde una possibilità inedita: quella del riscatto creativo. Un’occasione per apprendere e correggersi creando. Del resto, non c’è correzione più dolce ed efficace di quella condotta attraverso il gioco e l’arte.

Ecco che allora le prime filastrocche di Gianni Rodari che vi presentiamo sono quelle che portano sotto i riflettori l’errore. Parentesi che prendono il raffreddore, aghi che diventano laghi, nuove terre meravigliose nate dal furto o dall’intrusione di una consonante.

L’AGO DI GARDA

C’era una volta un lago, e uno scolaro
un po’ somaro, un po’ mago,
con un piccolo apostrofo
lo trasformò in un ago.

“Oh, guarda, guarda”
la gente diceva
“l’ago di Garda!”
“Un ago importante:
è segnato perfino sull’atlante”.

“Dicono che è pescoso.
Il fatto è misterioso:
dove staranno i pesci, nella cruna?”
“E dove si specchierà la luna?”
“Sulla punta si pungerà,
si farà male…”
“Ho letto che si naviga un battello”.
“Sarà piuttosto un ditale”.

Da tante critiche punto sul vivo
il mago distratto cancellò l’errore,
ma lo fece con tanta furia
che, per colmo d’ingiuria,
si rovesciò l’inchiostro
formando un lago nero e senza apostrofo.

VIAGGIO IN LAMPONIA

Si può viaggiare in treno, in automobile,
e in macchina da scrivere perché no?

Io ci ho provato.
Semplicemente battendo
un tasto sbagliato
sono arrivato in Lamponia:
un paese dolcissimo
che sa di marmellata e di sciroppo
e somiglia un pochino, ma non troppo,
alla Lapponia propriamente detta
che se ne sta a rabbrividire
lassù alle soglie del Polo.

Il popolo dei Lamponi
confina con altri popoli
buoni e tranquilli:
fragole, mirtilli,
lucciole e grilli.

Spesso giungono in visita
dagli Stati vicini
farfalle, api, bambini
con il cappellino bianco
che presto sarà nero di more…

O paese felice,
scoperto per errore,
Lamponia del mio cuore!

IL CASO DI UNA PARENTESI

C’era una volta
una parentesi aperta
e uno scolaro
si scordò di chiuderla.

Per colpa di quel somaro
la poveretta buscò un raffreddore,
e faceva uno sternuto
al minuto.

Passato il malore
fece scrivere da un pittore
il seguente cartello:
“Chi mi apre, mi chiuda, per favore”.

LA BENSINA

Al professor Grammaticus
disse una signorina:
“Ieri la nostra macchina
restò senza bensina”.

Rispose il professore:
“La cosa non mi stupisce.
La bensina senza zeta
è così che vi tradisce.

Quand’anche aveste avuto
il serbatoio pieno,
poca strada facevate
con quella zeta in meno…

La gente non riflette
tira avanti in allegria:
ma gli errori non perdonano
e vi lasciano a mezza via”.

LA CREATIVITÀ INCOMPRESA

Una volta riconosciuto il potenziale della creatività, dobbiamo stare attenti a trattarla con il dovuto rispetto: è una fatina bizzosa e, se la riprendiamo, rischiamo che dopo un paio di rimproveri prenda il volo e non faccia più ritorno tra i nostri pensieri. Gianni Rodari considera la creatività e la fantasia tipiche dei bambini come protagoniste dell’azione educativa e della ricerca letteraria; non a caso, “Grammatica della fantasia” si proporrà l’arduo compito di tracciare le linee di una fantastica, l’arte di inventare storie.

Spesso, siamo proprio noi adulti a calpestare (sia chiaro, senza cattiveria, anzi, spesso in un eccesso d’amore) la fantasia dei più piccini, insieme alla loro libertà.

IL SOLE NERO

La mia bambina ha disegnato un sole nero di carbone
Appena circondato di qualche raggio arancione.
Ho mostrato il disegno ad un dottore.
Ha scosso la testa, ha detto: ”La poverina, sospetto,
E’ tormentata da un triste pensiero che le fa vedere tutto nero
Nel caso migliore è un difetto di vista: la porti da un oculista”
Così il medico disse ed io morivo di paura.
Ma poi guardando meglio, sotto al foglio, vidi che c’era scritto,
in piccolo “l’eclisse”.

LA CRITICA SOCIALE

Vi è infine la società, che con tutti i suoi vizi e le sue storture entra nella critica sociale di cui sono intrisi i versi e le pagine di Rodari. Non va dimenticato, infatti, che Gianni Rodari vive la storia d’Italia nei suoi momenti più drammatici (lo troviamo dapprima a prestare servizio in ospedale, poi partigiano nel corso della Seconda Guerra Mondiale), impegnandosi poi attivamente alla ricostruzione politica e culturale. Giornalista di spessore e scrittore di fama mondiale, l’autore ha trasposto nelle sue filastrocche i suoi valori civici e sociali. Critico verso il potere forte, amante della democrazia e della collaborazione tra i popoli, spettatore critico-cinico di quella società “benpensante” e borghese, che spesso dietro vizi, rituali ed etichetta nasconde solo una grande paura di accogliere l’umanità.

IL DITTATORE

Un punto piccoletto,
superbo e iracondo,
“Dopo di me” gridava
“verrà la fine del mondo!”.

Le parole protestarono:
“Ma che grilli ha pel capo?
Si crede un Punto-e-basta,
e non è che un Punto-e-a-capo”

Tutto solo a mezza pagina
lo piantarono in asso
e il mondo continuò
una riga più in basso.

I TRE DOTTORI DI SALAMANCA

Tre dottori di Salamanca
si misero in mare su una panca,
e se non andavano subito a fondo
facevano certo il giro del mondo.

Tre dottori di Saragozza
si misero in mare in una tinozza,
e se la tinozza a galla restava
qui la storiella non terminava.

IL TRENO DEGLI EMIGRANTI

Non è grossa, non è pesante
la valigia dell’emigrante…
C’è un po’ di terra del mio villaggio,
per non restar solo in viaggio…
Un vestito, un pane, un frutto
e questo è tutto.

Ma il cuore no, non l’ho portato:
nella valigia non c’è entrato.
Troppa pena aveva a partire,
oltre il mare non vuole venire.

Lui resta, fedele come un cane,
nella terra che non mi dà pane:
un piccolo campo, proprio lassù…
Ma il treno corre: non si vede più.

TUTTE LE FILASTROCCHE DI GIANNI RODARI

Cliccando sui link con i vari titoli potrai leggere e stampare le tue filastrocche preferite di Gianni Rodari.

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