Hai mai sentito parlare di flourishing? Probabilmente no: in Italia, infatti, questo termine è ancora poco conosciuto e ancor meno promosso. Facciamo un passo indietro: negli Stati Uniti, qualche decennio addietro, alcuni psicologi si resero conto che la psicologia, sin dalla sua fondazione, si era occupata della malattia, del malessere. Per inciso, questa concezione, purtroppo, è ancora molto diffusa: siamo portati a pensare che dallo psicologo ci vada “chi ha qualche problema”.
Eppure, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, già negli anni sessanta aveva riformulato il proprio concetto di salute: da assenza di malattia (così si pensava alla salute un secolo fa) a stato di benessere. L’assenza di malattia è certamente importante per il benessere, ma non è tutto; anzi, è una piccola parte. La maggior parte di noi è fisicamente sana, eppure insoddisfatta (abbiamo discusso questi dati in occasione della giornata mondiale della felicità). Negli ultimi anni siamo sempre più infelici, secondo le rilevazioni di vari organismi nazionali e internazionali. Esiste un test piuttosto semplice per misurare il grado di felicità: stiamo parlando della SWLS (puoi trovare le domande e le indicazioni qui; richiede appena un paio di minuti).
Queste considerazioni portarono gli psicologi di cui sopra a domandarsi: cos’è il benessere? Quali sono le componenti del benessere, ossia i fattori che ci permettono di vivere una vita degna di essere vissuta?
Da queste domande nacque una nuova corrente psicologica: la psicologia positiva. Gli psicologi positivi non si occupavano più della malattia (psichica), ma di aiutare gli individui a stare bene.

flourishing frase

Il concetto di flourishing si ricollega proprio a questo: letteralmente, flourishing indica l’atto della fioritura. Un essere umano, per fiorire, deve raggiungere un grado di funzionamento ottimale (flourishing è stato tradotto in italiano proprio come funzionamento ottimale). Questo funzionamento dipende da cinque dimensioni fondamentali, di cui abbiamo parlato a proposito della teoria del benessere: la prevalenza di emozioni positive, il coinvolgimento nelle attività quotidiane, buone relazioni sociali, l’attribuzione di un significato alla propria vita e infine il raggiungimento dei propri obiettivi.
Quando queste cinque dimensioni sono sviluppate in modo adeguato, allora l’individuo vive un profondo benessere.

Martin Seligman, il padre della psicologia positiva, propone un semplice esercizio per riflettere sul concetto di flourishing (partendo dal presupposto che le cinque dimensioni che abbiamo individuato sopra variano da un individuo all’altro): “immagina che la tua anima sia un giardino; – suggerisce – e di aver strappato tutte le erbacce che lo infestavano. Immagina che i pensieri, i comportamenti, i valori e le relazioni siano come fiori e piante. Quali fiori vorresti piantare nel tuo giardino e come potresti coltivarli al meglio?
La metafora del giardino è particolarmente potente; prova a rispondere a questa domanda: ti servirà a definire i confini del tuo benessere. Per aiutarti a svolgere questo esercizio, abbiamo realizzato questa scheda da colorare e da aggiungere al quaderno della crescita. Raffigura il giardino dell’anima; all’interno dello steccato, dovrai inserire i tuoi fiori e le tue piante (magari con un’etichetta che specifichi la loro natura).

il giardino dell'anima

Clicca qui per stampare la scheda del giardino dell’anima.

 

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