umberto galimberti

Per educare e seguire davvero l’educazione servono classi di 12/15 ragazzi. Finché avremo 30/35 persone vorrà dire che abbiamo deciso che nelle nostre scuole non si educa. L’ educazione è educare la parte emotiva dei ragazzi, vedere le differenze delle intelligenze tra i ragazzi. Altrimenti si resta al livello impulsivo“.

Secondo il filosofo Umberto Galimberti, perché un insegnante possa lavorare in modo efficace, non bastano competenza e passione: ci vuole un’istituzione scolastica che garantisca classi di dimensioni più contenute.

Ad oggi, esistono dei limiti alle cosiddette “classi pollaio”: per fare un esempio, in presenza di alunni con disabilità il numero di studenti per classe non deve essere superiore a 20.
Purtroppo, questi regolamenti vengono spesso disattesi. Cosa possiamo fare? In primo luogo, dobbiamo batterci perché le normative esistenti vengano rispettate. A questo proposito ti segnaliamo una pagina particolarmente interessante, curata dall’Associazione Italiana Persone Down, che riporta una sentenza del TAR con cui una classe pollaio è stata sdoppiata. Alle volte, la giustizia funziona.

In secondo luogo, dovremmo coltivare una coscienza collettiva dell’educazione: la scuola non è un affare da pedagogisti ed esperti. La scuola è politica: è l’investimento più importante che un paese mette in campo per assicurarsi un futuro. Non possiamo e non dobbiamo metterla in secondo piano.

   

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