Creativi è meglio. Spunti per grandi e bambini

Il problem solving creativo: ecco come la fantasia diventa una risorsa per la famiglia, non solo per i bambini.

Una delle frasi che più spesso appaiono sui social è di Albert Einstein: “La logica ti porterà da A a B, l’immaginazione ti porterà dappertutto”.
Nulla di più vero: il pensiero creativo non deve essere relegato all’infanzia, ma diventare parte delle componenti del quotidiano, anche per gli adulti.

Eppure spesso ciò non accade: crescendo, si predilige il cosiddetto pensiero “verticale”, basato sulle deduzioni logiche e sul metodo razionale.
Sicuramente è un approccio che porta a una visione analitica dei problemi, ma spesso non è sufficiente a risolverli. Che fare?

Risolviamo i problemi con la fantasia

Il pensiero creativo è un concetto a volte banalizzato o relegato ad ambiti specifici, quali la pubblicità o la comunicazione. Tutto invece può essere affrontato con creatività: si tratta infatti di sviluppare un approccio nuovo e spesso più flessibile alla soluzione dei problemi, usando risorse presenti da sempre in noi e spesso dimenticate.

Il pensiero creativo in realtà fa leva una forma di pensiero che tutti possediamo fin da bambini, ma che vanno sviluppate assieme alla nostra vita emozionale e sociale.
Pensiamo a un bambino che gioca: notiamo subito che ha un approccio all’esperienza globale, intuitivo e spontaneo.
Da piccoli è normale usare i cinque sensi e l’immaginazione.
E’ una peculiarità che si perde crescendo, perché ci si abitua ad utilizzare percorsi di pensiero logico-razionali, disimparando altre modalità di accesso all’esperienza.

Cosa imparare dai bambini? Semplice: i problemi si risolvono usando la fantasia!

La creatività serve ad affrontare problemi complessi, stravolgendo il ragionamento e assumendo prospettive diverse.

  • Il primo consiglio è: riscopriamo le emozioni. Il pensiero creativo si nutre della nostra parte emozionale; le emozioni rappresentano il “motore” psichico della nostra capacità immaginativa, dell’apertura al mondo del possibile e del desiderio.

A cosa serve l’intelligenza emotiva? Entrando nella lateralità del pensiero creativo è possibile sviluppare un nuovo tipo di problem solving che serve a trovare nuove soluzioni, nuovi percorsi progettuali o nuove idee.

Se coltivato nel tempo, questo approccio ci aiuta ad orientarci nel rapporto con gli altri, oltre a farci perseguire i nostri obiettivi in maniera più aperta e curiosa. Proprio come fanno i bambini.

E se non riusciamo ad essere creativi? Pensate alla resilienza!

La creatività è una risorsa presente in ciascuno di noi. Si manifesta magari in forme diverse o resta sepolta nella nostra convinzione di non essere abbastanza fantasiosi.

Proviamo ad abbandonare l’idea che, se non siamo diventati grandi artisti, non potremo mai essere creativi: non è così! Volete una prova? Siete creativi ogni volta che reagite ad un problema, trasformando le difficoltà in opportunità, i limiti in risorse. Ogni volta che riuscite a rispondere a un evento stressante, ordinario o traumatico, state attuando una strategia creativa.

Perseveranza, autostima, pensiero positivo, ottimismo, fiducia in se stessi, capacità di riconoscere le emozioni e di gestirle, di reagire allo stress, sono tutte risposte creative. State generando nuove idee, state affrontando cre-attivamente una sfida.

Questo accade tutti i giorni: in lavoro, in famiglia, con i bambini. Ed è proprio nella relazione con il bambino che questo problem solving si rafforza, perchè spesso siamo impreparati ai suoi comportamenti, alle sue risposte, ai suoi perchè. Ecco genitori, voi siete i più grandi sviluppatori del pensiero creativo. Fatene tesoro e trasformatelo in una risorsa, da usare consapevolmente.

Alleniamo la mente alla creatività!

Vi abbiamo convinto? Siete pronti a diventare allenatori creativi e a insegnare questa potente strategia ai vostri figli? Allora passiamo alla nostra palestra delle emozioni.

Cosa possiamo fare per stimolare la creatività e svilupparla durante il percorso di crescita dei bambini?

Molto semplice: usando il dialogo e l’ascolto. No, non è così semplice, ma si può imparare. Per sviluppare strategie creative bisogna uscire dalla modalità “riccio chiuso in se stesso” che la logica ci imporrebbe.

Una peculiarità del pensiero creativo è la condivisione e lo scambio di idee. Parliamo del così detto brainstorming: senza il filtro del giudizio, lasciamoci contaminare dalle idee, anche dalle ipotesi più assurde.

Proviamo a farlo con i bambini: impariamo ad ascoltarli e a trovare una soluzione insieme. Anche questa è creatività.