Genitori ed educazione emotiva: che cosa possiamo fare?

Nella vita non tutto è sempre rose e fiori, lo sappiamo. Spesso anche il ruolo di genitori non è privo di momenti di sconforto o di criticità, dovuti all’eccessiva stanchezza, allo stress, ai ritmi che ci vengono imposti dalla quotidianità. Crescere i figli è una fatica, ammettiamolo. Ma non nel senso più comune del termine. E’ faticoso viverli, accettando di entrare in un piccolo mondo, il loro, che forse non è più il nostro.

Il pedagogo Janus Korczac ci ha lasciato una frase emblematica a questo proposito:

Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: Perchè bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli.

Si sfata un po’ un tabù dicendo che è “faticoso frequentare i bambini”, perché i bambini dovrebbero essere sempre una gioia. In realtà è faticoso frequentare i bambini nella misura in cui riusciamo a metterci davvero in gioco, a lasciarci guidare da loro.

GENITORI ED EDUCAZIONE EMOTIVA: UNA SFIDA DA VIVERE GIORNO PER GIORNO

Spesso la fatica nasce dal non saper vivere serenamente le emozioni. La quotidianità è caratterizzata dalla frenesia, dalla velocità, da tanti stimoli che non ci permettono di soffermarci a lungo sulle esperienze.
Gli stimoli producono emozioni e le emozioni, comportamenti. Oggigiorno, i genitori prestano attenzione soprattutto allo sviluppo motorio, del linguaggio e cognitivo dei figli, tralasciando un aspetto importante della loro crescita: le emozioni.

Capire le emozioni di un figlio ed aiutarlo ad esprimerle è importante non solo per verificare il percorso di crescita, ma anche per consentire a noi adulti di interagire con lui nel modo più corretto. Ogni volta che si attiva uno stato emotivo nel bambino, quest’ultimo lo comunica in modo spontaneo e non regolato. Per questo gli adulti devono essere in grado di comprendere e promuovere attraverso gesti, parole sicurezza una risoluzione dello stato emotivo che si è attivato e che talvolta da solo il bambino non è in grado di gestire.

L’EDUCAZIONE EMOTIVA PARTE DAGLI ADULTI

Sappiamo che esistono emozioni presenti in ognuno di noi fin dalla nascita, definite emozioni primarie: felicità, sorpresa, tristezza, paura, rabbia, disgusto vengono sollecitate da stimoli esterni che generano delle modificazioni somatiche e delle modalità espressive che le rendono visibili, attraverso un linguaggio universalmente comprensibile.

Ecco perchè è importante focalizzare l’attenzione sull’educazione emotiva: i genitori devono saper fornire una competenza emotiva che durerà per tutta la vita, rappresentando in un certo senso gli allenatori emotivi per eccellenza di un bimbo. Per educare emotivamente un bambino bisogna innanzitutto educare se stessi, imparando a capire e gestire i propri stati d’animo. Ansia, tristezza, rabbia rischiano di contaminare l’equilibrio emotivo di un figlio, anche se comunque, peer costruire una buona competenza emotiva, è giusto non nasconderle o colpevolizzarle.

AIUTIAMO IL BAMBINO A DARE UN NOME AL PROPRIO VISSUTO

Aiutare il bambino a dare un nome ai propri vissuti interni, contribuisce ad indirizzarlo verso una corretta gestione delle proprie emozioni.. Al bambino va quindi insegnato il valore e l’importanza di ogni singolo momento vissuto. Come può un genitore lavorare sulle competenze emotive del figlio? A volte può essere utile una rappresentazione grafica che esprima i propri vissuti o la lettura di racconti e favole. Momenti di ascolto e discussione, in cui far emergere esperienze positive e negative, in cui parlare di sè.

Si tratta di attività che possono coinvolgere anche i nonni e, più in generale, tutte le figure che lavorano, interagiscono e sono presenti nella vita di un bambino. A chi ogni tanto, com’è naturale che sia, pensa che crescere un figlio sia una fatica, ricordiamo che il miglior modo per affrontare questa fatica che probabilmente si presenterà è vivere a pieno le emozioni, mettendoci in atteggiamento di ascolto e disponibilità nei confronti del bambino, senza mai perdere di vista la relazione reciproca che si instaura tra genitore e figlio.

Educare emotivamente significa in primo luogo imparare a vivere insieme tutte le sfaccettature che la vita ci chiama ad affrontare.