L’intelligenza emotiva è un tema molto discusso e sentito. In un mondo apatico e superficiale è fisiologico concentrare l’attenzione sulle nostre emozioni; saperle riconoscere e governare ci aiuta nella gestione della nostra vita, nei rapporti con gli altri, ma anche e soprattutto con noi stessi.
Secondo lo psicologo statunitense Daniel Goleman (autore di “Intelligenza emotiva“), sviluppare questo tipo di intelligenza può costituire un fattore determinante nel raggiungimento dei propri successi personali e professionali.

La consapevolezza dei propri stati emotivi è molto influenzata dall’educazione che abbiamo ricevuto. Per questo motivo è fondamentale insegnare ai piccoli a conoscere – e quindi a saper esprimere – i propri sentimenti in modo cosciente: occorre costruire una dimensione interiore di empatia e di socialità, oltre che di autoconsapevolezza, per affrontare il futuro nel migliore dei modi.
Per riuscire a sostenere i bambini in questo percorso, dobbiamo essere noi i primi a lavorare sulle emozioni, anche da adulti. L’intelligenza emotiva può essere esercitata ed affinata a qualsiasi età, attraverso esercizi pratici e momenti di riflessione.
Di seguito puoi trovare cinque spunti pratici per cominciare il cammino alla scoperta delle emozioni e del proprio mondo interiore.
Rispondete con sincerità alle domande che seguono, prendetevi il tempo per conoscere o riscoprire voi stessi, come persone che si amano prima ancora che come genitori che amano. Ricordiamo sempre che la prima via per educare alla felicità è l’esempio.

PRIMO ESERCIZIO: COME TI SENTI?

Ti avranno insegnato che ai bambini si dice sempre la verità, ma tu sei in grado di dirla a te stessa/o? Spesso preferiamo non affrontare le emozioni scomode, quelle che ci mettono a disagio; fa parte della natura umana. Provia a trovare cinque minuti per te e chiediti “Come mi sento?”.
Magari le emozioni non emergeranno subito e ci vorrà tempo per imparare ad ascoltarti. Col tempo, questo esercizio aiuta a sintonizzarsi con la parte più profonda di se stessi.

GIUDICA SENZA FRETTA (O A NON GIUDICARE AFFATTO)

Spesso le emozioni affiorano come un’ondata incontrollabile, rendendo difficile comprendere gli eventi e formulare un giudizio che non risenta del pregiudizio. Fai scorrere le emozioni, impara ad ascoltarle e ad esprimerle. Solo così ne coglierai il senso e sarai in grado di insegnare correttamente ai bambini come affrontarle.

RICONNETTITI AL PASSATO

Spesso un’emozione è difficilmente interpretabile. Un aiuto viene dal passato, da ciò che abbiamo già vissuto. Chiediti se hai già incontrato una situazione analoga a quella che stai affrontando e come hai vissuto quel momento. Un buon modo per trovare chiavi di lettura equilibrate è collegare le emozioni ai nostri pensieri, individuando quelli che ci affliggono maggiormente.
Potresti inserire nel quaderno della crescita una rubrica dedicata alle emozioni e alla loro analisi.

DAI UN NOME ALLE EMOZIONI

Ricorda che spesso le emozioni sono contraddittorie; per questo è utile cercare di isolarle, confrontarle e descriverle. Dare un nome alle emozioni e ai sentimenti, cosa affatto banale, serve a vederli sotto la giusta prospettiva. Quante volte nascondiamo la testa sotto la sabbia convinti che sia più facile non vedere?
In questo caso è il nostro corpo a parlarci: con un nodo allo stomaco, mal di testa e altri segnali che dobbiamo imparare a riconoscere per classificare meglio le emozioni.

PRENDI UN CAFFÈ CON UN AMICO

Il detto dice “un amico si vede nel momento del bisogno” … Ed è proprio vero! Spesso riusciamo a comprendere meglio noi stessi confrontandoci con gli altri. Non è semplice chiedere e soprattutto ascoltare il parere altrui. Spesso, basta un piccola domanda a una persona che conosciamo bene e di cui ci fidiamo per trovare dentro di noi una risposta chiarificatrice.

PRENDI ESEMPIO DAI BAMBINI!

Questi spunti servono per focalizzarsi sulla sfera interiore, mettendo in discussione le abitudini, le convenzioni e i pregiudizi.
Allontanati dall’idea di incarnare un ruolo: quello del genitore, del professionista, della casalinga. Per stare bene con te stessa/o e trasmettere benessere ai bambini occorre ricordarsi che siamo prima di tutto persone, con una sfera di sentimenti, attitudini, emozioni che vanno riscoperte; proprio quella galassia ci rende unici, soprattutto agli occhi dei bambini.
L’analisi del Sé non deve però farci cadere nell’errore contrario, cioè quello di focalizzarci eccessivamente sulla sfera interiore, introiettandosi in un mondo “privato”.
Guarda dentro di te, ma non esagerare: là fuori c’è un mondo che ti aspetta. Per cui, ultimo consiglio: trova il tempo per andare al parco con i bambini e per respirare un po’ di aria buona insieme.
E’ il modo migliore per mettere in pratica tutti gli esercizi di cui abbiamo parlato.

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