Genitori-leader non si nasce, si diventa: scopriamo le Soft Skills

E’ quasi scontato dirlo, ma l’arrivo di un bebè porta spesso scompiglio in famiglia: i neo genitori devono imparare a gestire un sistema complesso, ottimizzando risorse, stabilendo obiettivi e priorità, eliminando il superfluo.
Non si tratta certamente di un compito semplice: occorre saper essere guide autorevoli, in grado di trasmettere fiducia, intuire desideri e necessità, aiutare il bambino a crescere in modo autonomo e consapevole.

Per molti aspetti, essere bravi genitori equivale ad essere abili manager e leader: si impara progressivamente a gestire conflitti e crisi con l’ascolto, si sviluppa la capacità di negoziare e la creatività necessaria ad affrontare quotidianamente nuove sfide.
Per vivere al meglio questo percorso di crescita della famiglia, occorre implementare l’autostima e la motivazione dei genitori, che devono essere leader, ma anche del nucleo familiare, che deve diventare squadra.

Di recente abbiamo più volte portato alla vostra attenzione la tematica delle soft skills, ossia l’ampia gamma di abilità cognitive, emotive e relazionali di base che consentono di acquisire un comportamento versatile e positivo, grazie al quale possiamo affrontare efficacemente le richieste e le sfide della vita quotidiana.

Perchè per un genitore è importante conoscere e gestire le Life Skills

Le soft skills ci consentono di aumentare la percezione di autoefficacia, autostima e fiducia in noi stessi. Ecco perché giocano un ruolo strategico nella promozione del benessere mentale, incrementando la motivazione a gestire conflitti, problemi e sfide quotidiane, nel contesto lavorativo e non, con rinnovata energia e pensiero strategico e positivo. Come tutte le competenze, anche le soft skills possono essere apprese, focalizzandosi sull’analisi del sé e sulle interazioni con l’altro. Si tratta di specifiche strategie che aiutano l’individuo ad autoanalizzarsi e a focalizzarsi sui suoi punti di forza e debolezza, grazie all’utilizzo della propria Intelligenza emotiva.
Non dimentichiamolo: consapevolezza di sé, gestione delle emozioni, gestione dello stress, empatia, comunicazione efficace e problem solving non sono solo doti innate.
Sicuramente c’è chi ha una maggiore o minore propensione a utilizzarle, ma tutti noi possiamo essere in grado di coltivarle e valorizzarne il potenziale nelle nostre relazioni professionali e personali.
Portale Bambini ha deciso di approfondire alcune delle competenze trasversali necessarie ad affrontare con maggiore consapevolezza la vita quotidiana, al lavoro e in famiglia.
Partiamo dal concetto di leadership e dal suo significato nella relazione genitori-figli.

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I segreti per un team efficace: no a dittatorialità e permissivismo

Anche se spesso non se siamo pienamente consapevoli, tutti noi possiamo essere leader. In particolare, i genitori sviluppano un modello naturale di leadership, basato sulla cura, sull’empatia, sull’ascolto attivo e la condivisione. Spesso però c’è confusione sul significato di leadership nella genitorialità: la si collega o contrappone spesso ad atteggiamenti estremi quali la dittatorialità o il permissivismo, oppure la si vive in termini di conflitto. E’ notizia recente la scelta di un genitore di Varese che ha bandito i compiti delle vacanze assegnati dalle maestre, seguito da un nutrito numero di simpatizzanti. E’ significativo questo proclama, così come sono state significative le reazioni di altri genitori.

In un certo senso, attraverso la manifestazione esplicita di una polemica che dura da anni, si è manifestata l’interpretazione che si dà di scuola e famiglia: la vita da una parte, “le nozioni e la cultura” dall’altra. Le esigenze della famiglia e quelle delle scuola. La scarsa preparazione degli insegnanti e il mito del genitore leader. Si tratta di un paradigma diffusosi negli ultimi decenni e basato sull’idea che il lavoro del genitore debba essere la misura di ogni cosa, richiedendo a figli, insegnanti e sistema scolastico di adeguarsi ad esso.

Il rapporto annuale di Save The Children con Ipsos intitolato “lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi” evidenzia come bambini ed adolescenti ritengono che per i genitori sia della massima importanza l’eccellenza a scuola e nello sport e allo stesso tempo (26% del campione) chiedono di passare più momenti con la famiglia. Momenti in cui si sentono felici. E’ su questi ultimi dati che vogliamo focalizzare l’attenzione per meglio comprendere il concetto di leadership: non si parla di autorità, ma di autorevolezza. Un leader sa motivare individuando ciò che rende felice ed equilibrata la squadra. Questo vale nel mondo del lavoro, come in famiglia.

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Come possiamo diventare genitori leader?

Che cosa fa esattamente un leader? Lo spiega l’origine della parola. “Leader” deriva da to lead che in inglese significa guidare. Il leader è una guida, la persona capace di dare l’orientamento al gruppo grazie all’esempio e al carisma. E’ un punto di riferimento nel gruppo, così come i genitori rappresentano il cardine della famiglia.
Che insegnamenti deve dare il genitore leader? Bisogna insegnare ai figli a esprimere al meglio il loro potenziale, a mettere in pratica i talenti, a dare il massimo per avere successo a scuola, nello sport, nella vita. Insomma, bisogna essere dei “genitori coach”.
Vi lasciamo solo qualche consiglio su come mettere in pratica la vostra leadership.

Picture of a Basketball Coach with pupils

Insegnamenti sulla leadership da applicare ogni giorno

1) Trova una soluzione senza ricorrere alla violenza
Quante volte si pensa che litigare o venire alle mani sia l’unica soluzione per risolvere un conflitto. In realtà il leader ha il compito di insegnare a gestire le emozioni evitando quanto più possibile le manifestazioni di rabbia e violenza.

2) Non giudicare dalle apparenze
Imparate a guardare dentro le persone, a valorizzare ciò che seriamente conta, trasmettendo questo valore ai vostri figli.

3) Dai e chiedi rispetto
Occorre rispettare gli altri, ma anche saper motivare le proprie scelte e farsi rispettare. E’ compito del buon leader insegnare anche questo!

4) Pensa a quello che hai fatto ma non rimuginare
Impariamo a trarre insegnamento da ciò che viviamo, senza però colpevolizzarsi. Uno sbaglio è un’occasione di crescita, non un danno insormontabile, ricordiamolo sempre.

5) Affronta la vita con la giusta prospettiva
È fondamentale che qualcuno ci aiuti a capire che non è così e ci prepari ad affrontare al meglio il futuro, a guardare la vita con una prospettiva positiva.

Si tratta di spunti spesso scontati, ma sui quali vale la pena riflettere. Ci accorgeremo che essere leader è molto più semplice di quanto si pensi. Proviamoci!