ESSERE GENITORI NON É UN MESTIERE: NON SERVONO METODI, MA ASCOLTO E DIALOGO

Essere papà e mamme è difficile e ci mette alla prova. Diventare genitori cambia completamente le nostre vite, ci trasforma, attraverso la conquista quotidiana di competenze che pian piano entrano a far parte della quotidianità: pazienza, empatia, organizzazione, strategia, intelligenza emotiva.

In questi termini, sembra quasi che la genitorialità sia un lavoro, un mestiere da imparare. Ma non è così: non esiste, non deve esistere, una professionalizzazione della genitorialità. Diffida da tutti i tentativi di insegnare metodi per conquistare il successo nella vita o crescere al meglio un bambino. L’unico modo per imparare a fare i genitori è esserlo, prendendosi cura dei figli ogni giorno, che è poi la cosa che ci rende più umani.

SETTE DOMANDE PER SCOPRIRE LA TUA INTELLIGENZA EMOTIVA

Si parla molto di intelligenza emotiva, ne parliamo spesso anche noi. Va però sottolineato un punto cruciale: molte delle componenti che servono a trasformare la famiglia in una squadra, attraverso la collaborazione di tutto il team, sono dentro di noi. L’intelligenza emotiva è parte del nostro bagaglio personale. Va solo riscoperta ed allenata. O meglio, ascoltata.

Oggi ci alleniamo diversamente. Invece di proporre esercizi, ti chiediamo di cercare in te sette componenti che ti rendono “emotivamente intelligente”. Sono le risorse che utilizzi quando fate i genitori coach, quando cerchi di ascoltare, motivare e capire. Per ogni giorno, ci sarà una domanda.

Prova a rispondere, segnandoti qualche appunto su un taccuino, sullo smartphone o sul computer. Chiediti se e quando metti in pratica queste azioni. Probabilmente già lo fai: in questo modo, probabilmente, scoprirai quanto sei portatore saoi di intelligenza emotiva, spesso senza saperlo. Il passo successivo sarà allenarla il più possibile nell’interazione con gli altri. Per questo, alla fine dell’ “interrogatorio”, ti proporremo la metafora del giardino, offrendoti uno spunto per reinterpretare la tua vita in famiglia.

LUNEDÍ: SAPETE RICONOSCERE LE VOSTRE EMOZIONI?

Tutti sperimentiamo le emozioni. Non sempre però siamo in grado di riconoscerle. Senza questa competenza, capita di fare scelte irrazionali o ad agire in modo controproducente. Quando qualcosa ti tormenta, non limitarti a dire “è una giornata no”. Chiediti il perché: non lasciare mai che le cose sprofondino in te senza prima averle capite.

MARTEDÍ: RIUSCITE A PROVARE CURIOSITÁ PER CIÓ CHE VI CIRCONDA?

La curiosità spesso è una diretta conseguenza dell’empatia. Se siamo davvero interessati agli altri, la curiosità ci porta a capirli.  Prova a guardare il mondo con gli occhi dei bambini: è una meravigliosa scoperta che ti aiuterà ad essere più connesso/a con gli altri.

MERCOLEDÍ: SAPETE AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO?

Chi sa usare l’intelligenza emotiva impara ad avere un approccio flessibile alla vita. Temere il cambiamento porta alla paralisi. Accettare di dover, o poter, cambiare, ci aiuta a pianificare la nostra vita, favorendo l’apertura alla novità.

GIOVEDÍ: QUALI SONO LE VOSTRE FORZE O LE VOSTRE DEBOLEZZE?

Per essere intelligenti emotivi, non basta conoscere le emozioni, ma serve capire quali sono i propri limiti. E’ un vantaggio quando ci si trova di fronte a situazioni o persone che ci irritano o ci infastidiscono, perché solo conoscendo le proprie forze e debolezze si può migliorare la relazione con l’altro.

VENERDÍ: RIUSCITE A DIRE NO QUANDO NON VI SENTITE DI FARE QUALCOSA?

Voler bene significa volersi bene. Dire sempre sì non aiuta, anzi spesso genera stress e incomprensioni. Dire no è una sfida da affrontare per focalizzarsi sui propri obiettivi e gestire meglio il tempo. Ma anche per imparare il rispetto, di se stessi e degli altri.

SABATO: SAPETE APPREZZARE DAVVERO CIÓ CHE AVETE?

Come uomini, donne e genitori, siamo per natura imperfetti e limitati. Non possiamo fare tutto, non possiamo avere tutto. Ecco che, bombardati da mille stimoli, è importante costruirsi una dimensione di soddisfazione personale: se l’obiettivo è la perfezione, sperimenteremo spesso il fallimento. Dobbiamo invece imparare a vivere con entusiasmo il presente, senza rimuginare sul passato o proiettarsi troppo sul futuro.

DOMENICA: RIUSCITE A DISCONNETTERVI E PRENDERVI I VOSTRI TEMPI?

Una delle cose più importanti per lavorare davvero sull’intelligenza emotiva è imparare a disconnettersi, mettendosi in modalità off-line. La tecnologia ci espone a un’interazione continua, che può generare stress o automatizzare la nostra conversazione. Ogni tanto prova ad isolarti e stare solo con te stesso/a.

LA METAFORA DEL GIARDINO: SIATE GIARDINIERI, NON FALEGNAMI

Se hai risposto a tutte queste domande con sincerità, probabilmente ti sarai accorto/a che ci sono punti su cui lavorare, ma ci sono anche potenzialità innate dentro di te. Ecco, questi skill fanno di te un genitore, un coach, un mentore. Non esiste un metodo, esistono solo la tua forza ed il tuo impegno.

Per stimolarti a lavorare su te stesso, per poi crescere insieme ai tuoi figli, come una squadra coesa, ti proponiamo una metafora molto bella, tratta dal saggio Essere genitori non è un mestiere della psicologa Alison Gopnik.

Crescere i propri figli è un po’ come coltivare un giardino, in cui il genitore fa il giardiniere. Nella società moderna tuttavia, si è sempre meno giardinieri e sempre più falegnami, attenti a plasmare, a costruire, rispecchiando modelli precostituiti, ma meno interessati alla materia con cui lavorare.

Ricordatelo quando lavori su te stesso e quando dialoghi con gli altri: sei unico/a, i tuoi bambini sono unici. La soddisfazione deriva dal fatto che, nel coltivare, le cose sfuggono di mano, ma ugualmente si possono ottenere risultati strepitosi.

Sporcati le mani allora, scava, meravigliati dei fiori che sbocciano. Rinuncia a credere di poter pilotare tutto.

E impara a vivere, parlando col cuore ai tuoi bambini.

   

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