Genitori che si fanno rispettare

Da sempre capita che i bambini manchino di rispetto ai genitori. Oggi, tuttavia, il problema è più serio che mai. Sarà la tecnologia che mette in rete comportamenti e modelli non proprio esemplari, sarà che i genitori si sono complessivamente ammorbiditi, forse è la somma di tutti questi fattori insieme. 
Certo è che riempire i figli di regali o accontentarli sempre non aiuta. Anzi, fa sì che si perda del tutto l’autorevolezza. Ne abbiamo parlato a proposito di bambini viziati. 

Più difficile è capire come fare per avere il rispetto dei figli, e in generale, delle persone con cui si vive. Proviamoci insieme.

Scopriamo-ci con due domande:

E’ importante ogni tanto chiedersi:

1 E’ sufficiente un regalo per farsi rispettare?
2 Cosa faccio per ottenere il rispetto di chi mi sta intorno?

Pillole di riflessione per genitori coach

Per farsi rispettare bisogna trovare un equilibrio tra severità e permissivismo. Bisogna riuscire ad imporsi come guida autorevole, come base sicura. Non è semplice, ma vale la pena provarci ugualmente.

Coinvolgere i bambini in un’attività è un ottimo modo per esercitare il proprio carisma: fateli divertire, ma con le vostre regole e sotto la vostra guida.

Non è facile essere genitori oggi: bambini e ragazzi sono bombardati da stimoli e modelli, spesso sbagliati. Eppure, la chiave è nei due punti appena citati: equilibrio ed attività. Dovete progettare la famiglia come luogo di confronto, di crescita e ricco di opportunità.

Come? Dando fondo alla vostra fantasia. Noi abbiamo realizzato un ebook, Felice come un FIORE, proprio con questa intenzione: fare un esperimento di coaching creativo per genitori E bambini. Potreste cominciare da lì: studiando i laboratori e le riflessioni che abbiamo proposto per poi adattarle alla vostra famiglia. Ricordando sempre che non ne esistono due uguali!

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E infine…il gioco-esercizio per tutta la famiglia!

Giocate mai a darvi delle regole? Secondo noi è un momento fondamentale della vita di una famiglia.

Cosa c’è di meglio dell’imporre le proprie regole (attività sacrosanta, che qualsiasi buon genitore dovrebbe poter esercitare senza che qualche buonista gli faccia venire i sensi di colpa?)? Imporle giocando, facendo sì che la nostra autorità venga percepita con rispetto sì, ma senza paura.

Per fare questo ci sono vari sistemi: a noi piace quello dei “punteggi”. Il meccanismo è molto semplice: si inventa un gioco a punti, magari con un bel tabellone, che vengono guadagnati e persi in base alle azioni dei partecipanti.

Potrebbe essere un tabellone che premia chi mangia seduto a tavola, chi mette in ordine la cameretta ogni mattina e così via. I genitori svolgono il ruolo di animatori, ma anche di arbitri. E’ in tale ruolo che si guadagna il rispetto dei piccoli. Per chi ottiene tutti i punti si può prevedere un piccolo premio, ma l’attenzione va messa sul meccanismo del gioco piuttosto che sul premio in sé.

Provateci, lavorando sul concetto di coinvolgimento: il gioco delle regole, con i suoi punti e i mini-premi serve proprio a coinvolgere il bambino, a fargli percepire che c’è un’autorità ma che è rispettosa dei suoi tempi e dei suoi modi.

Un altra buona pratica è quella del debate, ovvero del discutere insieme (recentemente è divenuta una metodologia didattica da utilizzare anche a scuola, per favorire il senso critico e il rispetto): prendetevi del tempo e realizzate uno spazio-tempo di discussione, in cui, insieme ai bambini, chiarirete le ragioni di una vostra scelta o  di una regola.

In fondo, il rispetto è reale solo quando è reciproco. Se tu rispetti me ed io non rispetto te, c’è qualcosa di profondamente sbagliato.

a cura di Matteo Princivalle