Gestire i conflitti: provate con una “domanda magica”

Avere pazienza con i bambini (ma talvolta anche con gli adulti) non è semplice. Di fronte ad urla, capricci, “no” reiterati e, soprattutto, dopo una giornata di lavoro e corse, è facile sbottare. Urlare non fa bene a nessuno: si tratta di uno sfogo momentaneo, dovuto più che altro all’esasperazione.

Vi ricordate cosa abbiamo detto nel nostro articolo Urlare ai bambini fa male. Ma come rimproverarli? Vi abbiamo suggerito di usare le 3C di calma, coerenza e costruttività.

Il confronto è fisiologicamente composto anche da momenti di liti ed incomprensioni, ma innervosirsi solitamente scatena un meccanismo a catena in cui all’urlo di base segue un altro urlo. Questo vale per adulti e bambini, tenendo conto che ognuno ha una sua personalità e, anche nel rimprovero, bisogna cercare di approcciarsi all’altro, in questo caso al bambino, con un modus operandi efficace.

CAPIAMO I PROBLEMI ATTRAVERSO LA MEDIAZIONE

Calma, coerenza e costruttività giocano un ruolo fondamentale, se operativamente vengono tradotte in attenzione e pazienza. Cosa vuol dire? Semplicemente che bisogna cercare di capire il problema, prima di affrontarlo.

Lungi dal giustificazionismo che su queste pagine non trova posto, di fronte a un capriccio del bambino, ma anche alla rimostranza di un adulto, anche se si è dalla parte della ragione, prima di sbottare bisogna contare, sempre. Oppure, dopo aver sbottato, bisogna fare il conto alla rovescia e tornare indietro, cercando di capire perché è successo.

La conflittualità può essere un modo per relazionarsi e comunicare necessità, sentimenti e disagio, che si sono accumulati e non hanno trovato spazio per esprimersi. C’è una soluzione al muro contro muro ed è la mediazione: funziona anche nei rimproveri. In questo caso, nella relazione adulto-bambino, la mediazione è con se stessi. Chiedetevi:

sto urlando perché non ne posso più?
sto urlando perché non riesco ad affermarmi in nessun altro modo?

COACHING CREATIVO: LA DOMANDA MAGICA PER SUPERARE I CONFLITTI

In letteratura ci sono tantissimi esercizi per allenare la pazienza. Oggi non ne parliamo, rimandando a successivi approfondimenti. Quello che vogliamo dirvi nello SPUNT-ESERCIZIO di oggi, è di focalizzare l’attenzione su tre aspetti del conflitto. Per farlo, vi proponiamo una “domanda magica” da porvi ogni volta che litigate, perdete il controllo o fate scenate.

Spesso la rabbia deriva da bisogni insoddisfatti. Pensiamo che sia l’altro a farci arrabbiare, che sia l’altro ad aver torto o comportarsi male, mentre in realtà siamo arrabbiati con noi stessi. I giudizi che esprimiamo nel momento di rabbia coprono i nostri bisogni più profondi e portano l’altro a chiudersi sulla difensiva, creando la dinamica del muro contro muro. Chiedetevi:

con chi sono veramente arrabbiato e perché?

Es: urlo ai bambini di smettere di fare confusione in casa (e magari non stanno facendo chissà cosa). Lo faccio perché sono stanco morto, perché in realtà vorrei che sparissero per starmene in silenzio o perché davvero ritengo che stiano facendo troppa confusione?

Se urlo, probabilmente urleranno di più (i bambini hanno potentissime capacità di ascolto selettivo); se dico “Per favore fate silenzio, ho bisogno di qualche minuto per concentrarmi”, probabilmente, se tenete un tono molto fermo, dopo qualche minuto lo faranno.

Vale anche per gli adulti: se parto in quarta coprendo il mio interlocutore di insulti o anche, in condizioni più civili, riversandogli addosso il mio nervosismo, non otterrò nulla perché l’altro si chiuderà a riccio o sbotterà a sua volta. Se invece cerco di capire prima cosa davvero mi sta urtando e glielo dico in tutta sincerità, è probabile che si apra uno spiraglio al dialogo.

La seconda domanda da porre e provi è:

cosa provi?

Chiedetelo a voi stessi e a chi vi sta di fronte, bambino o adulto che sia. Se la risposta è “Non lo so … Niente” o un silenzio inespresso, provate a dire: “Allora inventalo”.

Il conflitto è inevitabile, le discussioni pure. Ma per educare ed educarci, dobbiamo avere il coraggio di andare a fondo ed indagare i problemi. La verità fa sempre un po’ male, ma è l’unica cosa che ci aiuta a rimproverare, litigare e gestire i conflitti in maniera costruttiva. Voltando pagina.