Giocare ci rende felici

Per molto tempo il gioco è stato messo in secondo piano nei processi educativi. Oggi sappiamo che il gioco libero insegna alcune competenze fondamentali: empatia, autocontrollo, capacità relazionali, pensiero critico e strategico e tante altre ancora.

Il potere del gioco è enorme. Non è esagerato dire che il gioco plasma le persone: costruisce schemi per le interazioni sociali, permette di raccogliere un bagaglio emotivo ricchissimo, influisce sulla motivazione, sulla grinta e sull’autocontrollo.

Gioco libero e gioco educativo

Non dobbiamo dimenticare che non esiste un solo modo per giocare; ce ne sono almeno due: il gioco libero e il gioco guidato. Il primo è quello che sorge spontaneamente quando una o più persone decidono di giocare a qualcosa; scelgono a cosa giocare e poi si cimentano. Il secondo è il gioco proposto da qualcuno – solitamente un adulto – a qualcun altro, secondo uno schema di trasmissione dall’alto verso il basso, proprio come avviene a scuola. Il gioco guidato si potrebbe riassumere così: “Giochiamo a questo gioco. Le regole sono queste. Io farò questo ruolo e tu quell’altro. Pronti, partenza, via”.

Oggi tendiamo a favorire il “gioco educativo” (una variante del gioco guidato) al gioco libero spontaneo. Attraverso il gioco, cerchiamo di insegnare qualcosa, convinti che il gioco sia un altro modo – innovativo e divertente – per fare scuola.

E così, da una società in cui il gioco era malvisto siamo passati ad una società che promuove il gioco guidato e educativo. Tuttavia, soltanto il gioco libero è capace di sprigionare appieno il suo potenziale. Come ha scritto Jessica J. Alexander ne Il metodo danese per giocare con tuo figlio, “la vera sfida oggi è credere davvero al potere del gioco”. Del gioco libero, quello improvvisato, anche rischioso, il gioco in cui ci si sporca, in cui non ci sono obiettivi a priori, in cui si fa ciò che piace.

“Nel gioco libero non esistono premi, trofei o elogi. Di base i bambini vogliono giocare per negoziare e ri-negoziare le regole ed esercitare l’empatia e l’autocontrollo per restare nel gioco. Imparano ad essere creativi e sono internamente motivati a continuare a giocare”. Potremmo desiderare di più?

Giocare in famiglia genera felicità

Da uno studio condotto da LEGO, è emerso che su 10 famiglie in cui i genitori giocavano almeno 5 ore ogni settimana insieme ai propri figli (un tempo che ci si può ritagliare anche nel week-end!) 9 si descrivevano come famiglie felici. Il rapporto scendeva a sole 7 famiglie tra quelle che dedicavano minor tempo al gioco.

Dunque, ecco un consiglio: giocate coi vostri bambini. Dedicate un po’ del vostro tempo al gioco libero in famiglia. Lasciate che siano loro a scegliere a cosa giocare: mettete da parte la pretesa di educare. Il gioco libero insegna più di tanti libri. E se non sapete da dove cominciare, nessuna paura: è normale per noi genitori rimanere spiazzati vedendo i nostri figli giocare liberamente. Provate a osservarli, non giudicateli e imitate lo stile di gioco dei vostri figli: sarà bellissimo.

Per approfondire

  1. LEGO Play Well Report 2018: lego.com
  2. Jessica J. Alexander, Camilla S. Andersson, Il Metodo Danese per giocare con tuo figlio in modo sano e intelligente, Newton Compton Editori, 2020

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