Il gioco della meraviglia e quello della gentilezza

Questa mattina, mentre andate a scuola, provate il semplice gioco della meraviglia. Uno spunto pratico, che più pratico non si può, per lavorare sull’educazione alla bellezza (qui trovate sette spunti sulla bellezza). E poi, se vi sentite ancora carichi di energia creativa e di buon cuore, c’è anche il gioco della gentilezza.

Il gioco della meraviglia

Riscoprite la bellezza di una cosa semplice. Può essere un cagnolino che attraversa la strada, un albero dalla forma curiosa, un’insegna: provate a fare come se foste bambini. Quando qualcosa cattura la vostra attenzione, provate a condividelo con i bimbi.

Lo stupore nasce dalla scoperta, dalla capacità di cogliere un cambiamento, una piccola differenza. Per natura l’uomo non ama molto i cambiamenti (si dice che opponiamo resistenza al cambiamento). Per imparare a governare questo flusso, a far sì che anche il cambiamento sia vissuto con serenità e con meraviglia, bisogna cominciare ad allenarsi da queste piccole cose.

Anche la condivisione è fondamentale: cercate di descrivere che emozioni vi suscita l’oggetto di questo gioco della meraviglia, e di sentire cosa provano invece i bambini. Sarà una piccola palestra di comunicazione, un momento per guardare insieme e, insieme, capirsi. Questo gioco è soltanto uno spunto, né il migliore né il più completo. Però, può essere molto divertente. Soprattutto: è un modo per allenare la fantasia in sintonia col pensiero dei bambini, mettendosi al loro stesso piano, imitando la loro fantasia dirompente.

Il gioco della gentilezza

Dopo esservi meravigliati, potete provare anche il gioco della gentilezza: un’attività per sgranchire un po’ il cuore e imparare l’importanza della gratitudine. Sempre lungo la strada, cercate un’occasione per ringraziare gli altri: può essere un signore che si sposta per farvi passare lungo un marciapiede stretto, un saluto ricambiato, ma anche solo sorridere a chi incontriamo lungo la strada.

Quando sosteniamo che ci vorrebbe a scuola una nuova materia, l’educazione alla gentilezza (qui lo spunto, regalatoci da Massimo Bissotti), non ci limitiamo al contesto scolastico. Ogni occasione è buona per esercitarsi ad essere persone gentili, empatiche e di cuore. E soprattutto, come sempre proviamo a fare con giochi e laboratori, si comincia dalle piccole cose.