Gli strani animali di Colontown: Gualtiero, il timido sparviero

Gualtiero, il timido sparviero

Più che timido, Gualtiero era maleducato: anzi, bene educato! No, male! Insomma, giudicate voi. Gualtiero era restato orfano dopo poche ore di vita, essendo stati i suoi genitori uccisi durante un uragano: egli si era salvato per miracolo, cadendo ai piedi di una roccia dove alcuni conigli selvatici l’avevano raccolto, portato nelle loro tane e curato amorevolmente.

Gualtiero non aveva quindi conosciuto altri genitori e altra famiglia che quella dei conigli selvatici, esseri timidi e spauriti, che lo avevano allevato come uno dei loro, insegnandogli la loro timidezza e discrezione. Per cui quando Gualtiero era diventato grandicello ed in grado di procurarsi il cibo da sé aveva cominciato a cacciare mettendo in pratica gli insegnamenti dei conigli: “posso beccarti?” aveva gentilmente chiesto Gualtiero assalendo un passero in volo.

E quello lo aveva mortificato non poco rispondendogli un “no” secco che aveva obbligato Gualtiero a battere in ritirata. Né miglior fortuna, il nostro sparviero aveva avuto con una tortora alla quale aveva pure chiesto urbanamente ”Posso artigliarti?”.

Anche la tortora aveva risposto “Ma che sei matto?”. E Gualtiero non si era sentito il coraggio di continuare l’attacco. Per cui le cose si erano messe piuttosto male: Gualtiero aveva cercato di reagire alla sua ”beneducazione” (maleducazione se vista dal lato di uno sparviero) con risultati scoraggianti: ”Accidenti a te aveva gridato a un tordo – ti posso sbranare?”. E quello, che aveva capito al volo come stavano le cose, gli aveva risposto dolcemente “Fratello, vattene in pace e non seccare”.

Che fare? Un corso di parolacce tenute da una tribù di scimmie urlatrici, non aveva avuto esito positivo: perché Gualtiero aveva sì imparato le parolacce, ma. non era riuscito a liberarsi dalla timidezza riguardosa appresa dai conigli che lo avevano amorevolmente allevato.

E l’aggredire le prede con ingiurie, mitigate subito da una timida richiesta di autorizzazione ad uccidere provocava nelle vittime reazioni diverse ma tutte negative agli effetti della caccia.

Le cose volgevano al peggio: la posizione di Gualtiero era sempre più critica (non dimenticate che egli viveva non coi suoi simili ma con la tribù dei conigli, mangiatori di bacche e radici: ed una nutrizione di questo genere per un rapace non era certo la più adatta per fagli vincere la timidezza e renderlo forte e sicuro di sé.

I conigli erano preoccupati: il loro capo, Max, si rivolse ad una tribù cugina, quella dei castori, per avere consiglio. Fu una idea felice: i castori sono dei grandi lavoratori, pazienti ed ingegnosi. Uno di loro costruì a tempo di record un minuscolo registratore transistorizzato sul quale incise gli urli più terrificanti delle belve della foresta: ruggiti di leoni, l’ululato dei lupi neri, barriti dell’elefante solitario. Fu persino registrato il sibilo del serpente cobra, un soffio che paralizzava le vittime solo al sentirlo! Il minuscolo ma potente registratore fu legato al collo di Gualtiero il quale, al momento dell’attacco non doveva far altro che metterlo in azione pigiando un bottone con la zampa. Il risultato fu sorprendente: era ben vero che nell’attimo della picchiata sulla vittima Gualtiero continuava a chiedere gentilmente “permesso?”; ma le urla terrificanti del registratore coprivano le sue urbane richieste e non poche volte le vittime morivano d’infarto nel sentirsi assalire a 1.000 e più metri d’altezza da una iena, da un leone o addirittura da un serpente velenoso. E quelle che non morivano in volo, restavano paralizzate al punto di non essere più capaci di battere le ali, precipitando a terra dove si sfracellavano.

Ci furono, è vero, delle complicazioni nell’esercizio della caccia con il registratore, perché l’Associazione “Prede della Foresta” fece un esposto alle autorità sostenendo che si trattava di “metodo subdolo, asociale ed antidemocratico”. L’esposto fu esaminato e per un certo periodo fu revocata la licenza di caccia a Gualtiero: ma allora intervennero congiuntamente il “Gruppo Sparvieri”, e il nucleo “Conigli Selvatici” e, dopo molte discussioni l’uso del registratore d’assalto fu concesso a Gualtiero. Gli fu solo limitato il numero delle vittime (per evitare abusi Gualtiero doveva registrarle su di un libro bollato dalle autorità).

Ma a parte le formalità burocratiche, la vita di Gualtiero si svolse regolarmente da allora in poi.



F. Nicolò Alberti

Tratto da: “Gli strani animali di COLONTOWN”, di F. Nicolò Alberti. Ricordo che le storie di questa raccolta ci sono state gentilmente concesse da Leonardo Alberti per la pubblicazione. Per gli articoli originali, si veda il suo blog: DICO LA MIA