I bambini felici saranno adulti migliori!

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La felicità, così come molte altre cose, si impara da piccoli!

Se proprio vogliamo dirla tutta, si respira da dentro il grembo materno. Prima ancora di nascere il bambino sente le emozioni e le sensazioni provate dalla propria madre e le inizia a conoscere. Inizia, ad esempio, a riconoscere la risata della sua mamma, se nel suo percorso gestazionale l’ha sentita spesso ridere. Riconosce la voce roca, se l’ha sentita piangere, e attraverso di lei ha, quindi, appreso le primissime emozioni. Non è un caso se, sempre di più, si cerca  di diffondere l’importanza che ha il portare avanti una gravidanza serena, vissuta con gioia e tranquillità. Nei corsi preparto è tra le tematiche più affrontate, proprio perché è già da qui che inizia uno dei legami più forti e fondamentali: quello tra madre e figlio.

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Affinché un bambino diventi un adulto felice, o il più possibile sereno, una delle cose più importanti è il rapporto con i genitori, specialmente quello con la sua figura di riferimento. La sua presenza, disponibilità e interesse sono le fondamenta per uno sviluppo sereno e sano. Ovviamente, per conoscere la felicità, è importante provare anche il disagio e la frustrazione e lasciare che i bambini vivano un errore o un no senza che l’adulto arrivi subito. In questo modo si imparano a gestire anche situazioni meno comode, sviluppando la capacità di adattarsi alle circostanze poco conosciute.

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Dicevamo, quindi, che la mamma può essere il primo strumento attraverso cui il bambino conosce il mondo e le emozioni. E allora, mamme, siate orgogliose di avere questo meraviglioso compito di condurre i vostri bambini sulla strada della felicità. O per lo meno , proviamoci!

Come?

Bhé, prima di tutto facendo sentire amato il vostro bambino, che sembra scontato ma non lo è, ve lo posso assicurare!

Tenetelo in braccio fin quando entrambi lo desiderate. I vizi sono altri, e non date retta a chi vi dice che poi si abitua. Questi primi momenti sono irripetibili e il calore materno  è uno dei primi bisogni vitali di ogni essere umano.

Parlategli piano, raccontategli cosa state facendo anche se non vi capisce, ma state sicure che vi ascolta. Sente il vostro tono di voce, osserva il vostro viso, guarda i vostri sorrisi.  Sussurrategli mentre gli cambiate il pannolino, mentre si addormenta, mentre lo cullate. Imparerà a sentirsi rassicurato e sereno nella vostra presenza.

Leggete, leggete, leggete! Sono oramai numerosi gli studi che dimostrano come la lettura ad alta voce per i bambini sia uno strumento importante per stimolare lo sviluppo emotivo e lo sviluppo dell’apprendimento. La lettura può essere un valido strumento di comunicazione positiva che influisce sullo sviluppo psicologico del bambino. Leggendo ad alta voce, infatti, la mamma trova un tempo dedicato per lei e il suo bambino. Crea un momento magico e emotivamente importante: si siede accanto al suo bambino, legge per lui e con lui, incentiva il contatto fisico, permette di sviluppare l’attenzione e la capacità di ascolto. Stimola l’attenzione visiva e fonetica.

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Nel prossimo articolo  vi daremo titoli da leggere ai vostri bambini!

Giochiamo con loro. Lasciamo stare le pulizie di casa, non ci arrabbiamo se la casa sembra un bazar e con il bambino piccolo non si riesce nemmeno ad andare in bagno! Sono momenti. Per quanto lunghi possono sembrare, vi assicuro che sono momenti, che, passati, ci mancheranno anche!Vedere la presenza dei genitori accanto a sé, nei primi mesi di vita, permette al bambino di sentirsi, di essere consapevole dei suoi spazi fisici, di vedere dove finisce lui e iniziano gli altri. Il tempo regalato in questi mesi è un patrimonio affettivo ed emotivo che il bambino porterà con sé per tutta la vita, ed è un dono prezioso per la costruzione della sua personalità.

Ricordiamoci che i bambini non nascono tristi o felici, non conoscono ancora  le emozioni se non sotto forma di sensazioni. Sta a noi indicargli la strada della felicità, attraverso modelli positivi e sicuri .

Educare un bambino non significa solo dirgli cosa è giusto o cosa è meglio fare, ma significa soprattutto donargli gli strumenti con i quali, da solo, potrà piano piano affrontare il mondo.  Educare alla felicità è l’atto d’amore più grande che un genitore, un educatore, una mamma possano fare. E a volte è più facile di quanto pensiamo: basta guardare insieme al bambino quanto sia bella una giornata di sole, o come sia bello camminare scalzi sulla sabbia davanti al mare.

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Dott.ssa Chiara Cupini

Pedagogista e Consulente familiare