I “CEFFONI” LASCIAMOLI A CASA: I BAMBINI NON SI TOCCANO

La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruggitrice“.
Benedetto Croce

Purtroppo, stiamo assistendo al “ritorno della violenza”: di fronte a una scuola in difficoltà e a una generazione di genitori in difficoltà, è facile cedere alle lusinghe della violenza. È facile credere che con un pizzico di violenza in più, le cose potrebbero andare meglio.

Due ceffoni non hanno mai fatto male a nessuno” non è solo una frase pronunciata da un ministro o da un autorevole membro della comunità scientifica. Quei due ceffoni sono un grido che nasce dalla profondità dell’animo di ciascuno di noi. Sono un’ammissione della nostra incapacità di gestire bambini e ragazzi. Due ceffoni hanno fatto male eccome, al punto che la scienza ha dimostrato i danni che la disciplina fisica produce in età infantile e che i diritti dei bambini escludono categoricamente qualsiasi forma di violenza.

Se abbiamo problemi con i nostri giovani, non è perché mancano i ceffoni: è perché mancano la coerenza e l’esempio, è perché non siamo capaci di far rispettare semplici regole, è perché non siamo in grado di comunicare. Filippo Turati disse che “La violenza è un metodo di lotta inferiore, brutale, illusorio, soprattutto figlio di debolezza, fonte di debolezza, malgrado, anzi in ragione dei suoi effimeri trionfi“. Sono proprio gli “effimeri trionfi” che la violenza assicura a costituire un pericolo mortale.

Rifiutare la violenza, d’altra parte, non significa cedere al lassismo. Significa cercare forme di comunicazione educativa più evolute, più civili.