I COMPITI A CASA? IL PEDIATRA LI BOCCIA

I compiti? Secondo il pediatra Italo Farnetani non solo sono inutili, ma anche dannosi. Il pediatra sostiene che “i bambini dei Paesi industrializzati lottano contro nemici che si chiamano sovrappeso, obesità, poca attività fisica, solitudine”. Quindi, è inevitabile che “dover dedicare delle ore negli unici giorni liberi dalla scuola a fare i compiti impedisce ai bambini di godere pienamente del diritto alla vita familiare, fatta anche di gite tutti insieme, sport, pomeriggi di gioco e relax, riunioni di famiglia, pomeriggi con i coetanei”, conclude il pediatra.

Il prof. Farnetani non è l’unico a ritenere che i compiti siano dannosi per gli studenti: dobbiamo ricordare il movimento “Basta compiti” e le petizioni promosse a partire da Maurizio Parodi, dirigente scolastico che, analizzando l’esperienza di molte scuole italiane e comparandola con alcune esperienze estere ha concluso che i compiti a casa siano un serio problema del sistema scolastico italiano.

D’altra parte, molti insegnanti ritengono che i compiti a casa siano necessari per consolidare gli apprendimenti. E almeno in Italia, i compiti non si possono abolire per legge: significherebbe infatti venire meno al principio di autonomia dell’insegnamento. Resta solo una possibilità: appellarsi al buonsenso, evitando che i compiti diventino dannosi. Per riuscirci, è sufficiente ridurre il loro carico, evitando che occupino più di 30/45 minuti nell’arco del weekend. In questo modo si evita di trasformare il compito a casa in un inferno.