I fratelli cespuglio

PROLOGO. Oggi Antonella, una nostra lettrice, ci ha donato tre foto del suo giardino, con una bella proposta: trasformarli in tre parrucche e dar vita ad altrettanti personaggi. Detto fatto! Abbiamo realizzato i fratelli cespuglio e abbiamo rilanciato la proposta ai lettori: immaginare una storia per questi personaggi. Ed eccoci qui, con tre testi meravigliosi.

NOTA: Partire da un elemento casuale del mondo reale, trasformarlo in un personaggio e immaginare la sua storia è una tecnica di scrittura creativa proficua, ma soprattutto divertente. Provate anche voi, insieme ai vostri bambini!

I fratelli cespuglio

Primo racconto

Testo di: Federica Semprini

I fratelli cespuglio – tre allegri fratelli, Johnny, Jimmy e Sammy – abitano insieme ai genitori in un piccolo paese nel bosco incantato. Oggi però, uno di loro è molto triste. È Johnny:  si è seduto a terra e piange a dirotto.
I fratelli appena lo vedono gli chiedono in coro: “Johnny ma che cosa succede? Perché piangi?”
“Non voglio più avere tutte queste foglie in testa. Le voglio tagliare! ” risponde Johnny singhiozzando.
“Tagliare ? Ma sei impazzito? E poi sarai diverso da noi”.

“Non mi interessa! Non le voglio più. E  poi…”
“E poi?”
“E poi…”
“E poi?”
“Non piacciono a Milly”.

I fratellini si guardano e scoppiano a ridere cantando in coro: “Johnny è innamorato! Johnny è innamorato! Vieni con noi che ti aiutiamo. Forza, seguici”. Poi lo trascinano dall’unica persona che poteva aiutarlo, il sig. Sullivan, il parrucchiere del paese, che ha la testa più curata e folta di tutto il paese; di lui ci si può fidare. I fratelli entrano nella bottega e il signor Sullivan li saluta con il suo vocione, poi  Jimmy e Sammy raccontano il motivo della loro visita.

“Ma Johnny, se ti taglio tutta la chioma sarai diverso da tutti gli altri. Sei proprio sicuro?” chiede il sig. Sullivan con voce grave. Johnny era più che sicuro, non era mai stato così sicuro in tutta la sua vita; era innamorato di Milly ed era certo che se lei lo avesse visto senza quel cespuglio in testa si sarebbe innamorata all’istante. “Sì, sono sicuro” balbetta. Il barbiere fa il suo lavoro e appena finito, Johnny corre come una saetta a casa di Molly.

“Cosa hai fatto alla testa?” chiede Milly aprendo la porta.
“Ma come? Non ti piace neanche adesso?” le chiede Johnny abbattuto.
Milly comincia a ridere, non riesce più a smettere: lo guarda e sghignazza sempre di più.
“Johnny, hai fatto tutto questo per me… Io ti amo. E sai perché rido? Perché hai frainteso le mie parole, ieri e anche oggi: mi piacevi prima, con quel bel cespuglio sulla testa e mi piaci adesso. Sei bellissimo”.
E così, Johnny e Milly escono insieme e fanno una bella passeggiata per i sentieri del bosco incantato.

MORALE DELLA FAVOLA: Non occorre sforzarsi di apparire diversi; esser se stesse ripaga sempre!

Secondo racconto

Testo di: Antonella Berti

Ma che cipiglio i fratelli cespuglio
fin dalla nascita han la testa in subbuglio.
Hanno bevuto per caso un intruglio ?
Si copron la testa con grandi cappelli
perché si vergognano dei loro capelli.
Mentre s’infilano canotte e magliette
perdono in terra foglie e bacchette.
E non vi dico se vanno giù al parco
i giardinieri li aspettano al varco.
Cesoie, forbici, carriole e rastrelli
per far si che diventino belli!
Però vi dico, in gran segreto,
son tanto buoni di burlarli vi vieto.
E adesso ascoltate questo messaggio:
avranno anche un aspetto selvaggio
ma il loro cuore è davvero galante
e ciò è molto più importante.

Terzo racconto

Testo di: Erika Porro

C’era una volta un re molto potente. Gli nacquero tre bimbi, tre gemellini, che si dimostrarono caratterialmente molto diversi tra di loro. Uno era ambizioso e determinato, ma superbo, un altro astuto e coraggioso ma vanitoso ed un altro più pacato e colto, ma un po’ distratto.

Tuttavia il re stava invecchiando, non sapeva a chi lasciare il regno e non voleva fare torto a nessuno dei tre. Provò a parlarne direttamente con loro, ma i principi cominciarono a litigare e ad elencare le loro presunte qualità ed i difetti dei rivali. Il padre, sconsolato nel vedere i figli comportarsi in quel modo, pensò di rivolgersi al consigliere di corte. Costui trasformò i tre fratelli in altrettanti cespugli: la magia si sarebbe sciolta solo se avessero trovato un accordo sincero.

Il consigliere sapeva che sarebbe stato difficile – se non impossibile – che i tre riuscissero a trovare un accordo e a sciogliere l’incantesimo, ed era proprio ciò che sperava: in quel modo si sarebbe impossessato del regno.

Per liberarsi, i tre fratelli decisero che avrebbe governato il più ambizioso, poi decisero che avrebbe governato il più coraggioso e infine il più saggio. Ma ogni volta, i due fratelli invidiosi cercavano di spodestare quello al comando. Nonostante tutti i tentativi, i principi non riuscivano a trovare un accordo sincero e dopo ogni litigio tornavano  ad essere tre cespugli. Nel frattempo il consigliere tramava per convincere il re a lasciargli la corona.

Il tempo passò e i tre fratelli, dopo aver trascorso anni in solitudine nel bosco, cominciarono a sentire la noia e la tristezza.  Il più saggio dei tre raccontava storie per passare il tempo, ma non era abbastanza. Un giorno, ascoltando uno di questi racconti, i fratelli furono colpiti da una frase: “L’unione fa la forza”. Finalmente capirono che avevano perso anni a farsi una guerra inutile. Sarebbe stato molto meglio accordarsi e trovare una soluzione che non scontentasse nessuno dei tre.

Il regno era immenso e i tre fratelli decisero di spartirsi varie terre tra di loro: un terzo a testa. Decisero anche che si sarebbero sempre consultati fra loro prima di prendere una decisione importante.  Grazie a quell’accordo sincero l’incantesimo del consigliere si ruppe e la prima decisione che presero – di comune accordo – fu quella di licenziare il consigliere. Il re, felice e sorpreso, lasciò il suo regno nelle mani dei suoi figli che da quel momento smisero di litigare e misero le proprie qualità al sevizio degli altri.