I SOCIAL NETWORK SONO DANNOSI

Lo studio #StatusOfMind, condotto dalla Royal Society Public Health (RSPH), ha tentato di individuare connessioni tra l’uso dei social network e possibili danni psicologici. L’assunto di partenza è questo: il 95% dei giovani utilizza quotidianamente i social network e in questa fascia di utenti si è registrato un impressionante aumento dei disturbi d’ansia e depressivi (aumentati del 70% negli ultimi 25 anni).

L’uso dei social media, in particolar modo l’uso che viene fatto dai più giovani, è correlato ai disturbi d’ansia, alla depressione e anche al peggioramento progressivo della qualità del sonno. Il team della RSPH ha analizzato a fondo questi strumenti, con l’obiettivo di spingere i governi e le società che gestiscono i social network ad adottare contromisure efficace. Ad esempio:

  • inserire un timer che monitori il tempo che gli utenti trascorrono sulle varie piattaforme;
  • inserire degli annunci pop-up che allertino gli utenti di azioni potenzialmente pericolose;
  • monitorare i profili di chi utilizza queste piattaforme per individuare soggetti psicologicamente vulnerabili e proteggerli dai pericoli della rete;
  • spingere le piattaforme a segnalare in modo evidente le foto modificate.

L’ultimo punto è legato prevalentemente ad Instagram, social network basato sulla condivisione di immagini e storie che spopola tra i più giovani. Qui, la pubblicazione di foto alterate innesca processi legati all’immagine di Sé e a quella degli altri:  “un’altra problematica evidenziata dallo studio è quella del rapporto con il proprio corpo. Il 70% degli utenti afferma che l’uso di Instagram possa creare difficoltà con l’immagine della propria immagine. Altre conseguenze direttamente correlate sono la perdita di autostima, una diminuzione del senso di soddisfazione personale“. Dai sondaggi, Instagram è il social network ritenuto più pericoloso (Facebook ha invece il primato di social network più incline al bullismo).

Naturalmente, queste piattaforme possono portare anche effetti positivi, come la costruzione di nuove amicizie e il sostegno emotivo da parte di una comunità digitale. Il punto è piuttosto l’uso che ne facciamo.

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