Il bambino e il bucaneve

Testo di: Alessia de Falco & Matteo Princivalle

C’era una volta un seme, nascosto sotto il bianco manto della neve. L’inverno era iniziato e la natura dormiva un sonno profondo. Ma il seme fremeva, voleva uscire e vedere la luce. Fu così che un giorno si decise e usò tutte le sue forze per germogliare, con il capo minuto fuori dalla terra gelata.

I raggi del Sole lo accolsero in festa: “Ti chiameremo bucaneve, piccolo fiore coraggioso! Peccato soltanto non poterti scaldare come si deve: è ancora inverno e siamo troppo deboli.”
“Che bello! Quanta luce”, pensò il fiorellino, abbagliato dai riflessi dorati che si riflettevano sulla campagna innevata. L’inverno era freddo, ma il bucaneve non si diede per vinto e resistette: al vento, alle nevicate copiose, alla pioggia.

“Avresti dovuto aspettare la primavera, come i lillà e le margherite: è troppo presto per fiorire”, lo schernivano i passerotti che zampettavano in cerca di briciole. Il bucaneve pativa un po’ il freddo, ma ne valeva la pena: è così bello vedere i fiocchi di neve danzare nel cielo.

I giorni passavano e il fiorellino resisteva, tutto solo, al freddo. Iniziava a sentirsi un po’ triste perché non aveva amici con cui parlare. Gli altri fiori non ne volevano proprio sapere di spuntare con quel freddo!

Una mattina il bucaneve sentì dei passi: era un bambino, tutto solo come lui, con un taccuino e il lapis ben nascosti sotto il cappotto. Voleva disegnare, ma non trovava nulla che lo ispirasse. E così continuava a strappare fogli ed innervosirsi, senza mai arrivare alla fine di uno schizzo.

Il bambino adocchiò il bucaneve e rimase stupito: era la prima volta che vedeva un fiore spuntare nella neve! Si inginocchio accanto a lui, per guardarlo e a disegnarlo. Il piccolo fiore si sentì improvvisamente importante. C’era qualcuno che lo riteneva così bello da ritrarlo.

Anche il bambino fu più felice: quel bucaneve, poco più di uno schizzo, fu l’inizio di un’avventura: dopo di lui avrebbe disegnato la neve, i campi, e poi la primavera, i lillà e le margherite.

Il bucaneve, impavido fiorellino che aveva sfidato l’inverno, sciolse il ghiaccio che intrappolava la sua mano ed il suo cuore. Il bambino ritrovò la pace: adesso era pronto a disegnare la vita.