Il bruco Mangianoia e l’amanita

il bruco mangianoia e l'amanita

Il bruco Mangianoia e l’amanita

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

C’era una volta un vecchio abete rosso, alto più di venti metri. Era l’albero più alto del bosco; i bambini del paese avevano costruito una piccola capanna di legno tra i suoi rami e ogni giorno, dopo la scuola, correvano nel loro nascondiglio segreto per giocare.

Un mattino, dopo una leggera pioggerella, spuntò ai piedi dell’abete un’amanita. Era bellissima, con il cappello rosso coperto di puntini bianchi.
“Ben arrivata nel bosco” la salutò l’abete, “sono felice di conoscerti e sono certo che diventeremo buoni amici”.

Ma i bambini del paese non furono altrettanto amichevoli: quando arrivarono per giocare nel bosco e videro il fungo cominciarono ad offenderlo e minacciarlo:
“Quello è un fungo velenoso”.
“Dovremmo distruggerlo”.
“Stiamogli alla larga”.

L’amanita si rattristò per quelle parole, ma non disse nulla. Pensava: “Se non litigo con loro, forse mi lasceranno in pace”.
Ma i ragazzi, dopo essere saliti sulla loro casetta per rassettare dopo la pioggia, tornarono alla carica: scesero dall’abete, cercarono dei bastoni nel bosco e si avvicinarono all’amanita intenzionati a distruggerla.

La poveretta stava per scoppiare a piangere quando nel bosco risuonò la voce decisa del bruco Mangianoia: “Fermatevi!”
Il bruco, avvolto in un pesante cappotto di seta per sopportare il freddo autunnale, strisciò più veloce che poté fino al cappello dell’amanita, si acciambellò su di esso e disse ai bambini: “Sedetevi e ascoltate”.

“Ma noi dobbiamo distruggere quel fungo velenoso” risposero i ragazzi.
“Prima ascoltate quel che ho da dirvi; poi deciderete cosa fare.Voi giocate ogni giorno su questo abete, non è vero?”
“Sì”, risposero i bambini.
“È grande, non è vero?”
“Sì”.
“Ed è molto bello”.
“Sì, è il più bello del bosco”.
“Sapete perché quest’albero è così bello?”
“No”.

“È grazie a lei” disse il bruco, indicando l’amanita, “e alle sue sorelle, che presto nasceranno qui intorno. Questi funghi avvolgono le radici dell’abete e lo aiutano a crescere. Lavorano duramente giorno e notte, per assicurare all’abete acqua e minerali preziosi. In cambio, l’abete regala ai funghi un po’ della sua linfa.
Se oggi distruggerete quest’amanita e domani farete lo stesso con le sue sorelle, soffrirà anche l’abete. I suoi rami potrebbero spezzarsi e la vostra casetta potrebbe cadere”.

“Noi non lo sapevamo”, dissero piano i bambini.
“Lo so; ci sono molte cose che gli esseri umani non sanno. È per questo che l’Autunno mi ha mandato fin qui: per raccontarvi la storia di quest’amanita”.
I ragazzi posarono i loro bastoni e si scusarono con il fungo.
“Ti promettiamo che non ti faremo del male”.
“Diremo anche ai nostri amici di lasciarti in pace”.
Da quel giorno i bambini impararono una grande lezione; trattarono con rispetto l’amanita e intorno all’abete tornò a regnare la serenità.

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