Il Bruco Mangianoia e le zucche

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

C’era una volta una zucca. Arancione, grande e tondeggiante: insomma, era proprio una bella zucca.
Era spuntata timidamente con i primi caldi estivi, si era presa del tempo per crescere, lenta e costante, sotto il solleone. E adesso che i primi venticelli autunnali iniziavano a rinfrescare l’aria, era lì, sotto le foglie, ad attendere che arrivasse il contadino.

Sembrava tutto perfetto: la zucca sarebbe finita in un risotto saporito o avrebbe fatto la sua figura su un davanzale, intagliata per Halloween. Eppure quella zucca era tanto, tanto inquieta. Sentiva che il mondo, fino a quel momento, si era comportato molto ingiustamente con le zucche. Un giorno, decise di parlarne con le altre sue amiche nell’orto: “È arrivato il momento di fare chiarezza: per anni noi zucche siamo state oggetto di scherno da parte degli uomini. Queste creature saccenti dicono non avere sale in zucca per indicare gli sciocchi, come se noi zucche fossimo delle sciocche. Nessuno si è mai curato di chiederci cosa ne pensavamo, ma ora è il momento di far valere i nostri diritti!”.

“Sì, difendiamo il nostro diritto ad essere considerate intelligenti”, “Forza, combattiamo!”, urlarono le zucche in coro, rabbiose.
Proprio in quel momento, passò di lì il Bruco Mangianoia che aveva l’incredibile dono di trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Incuriosito da quel vociare, chiese spiegazioni alle zucche che punteggiavano l’orto con il loro arancione vivace. Le zucche esternarono il loro malcontento e confermarono al Bruco Mangianoia le loro intenzioni; ma il bruco, che era molto saggio, escogitò un’idea per calmare gli animi: “Spesso valutiamo le cose in modo affrettato; porterò qui la Fata dell’Autunno e sono certo che saprà darvi buoni consigli”.
Poi le salutò e si allontanò per cercare la fata.

Poche ore dopo, il Bruco Mangianoia si presentò nuovamente nell’orto, in compagnia della Fata dell’Autunno: era bellissima, coi capelli dai bei boccoli e una gonna di foglie di platano ed acero.
“Ditemi zucche, come posso aiutarvi?” chiese gentilmente la fata.
Dopo aver ascoltato la spiegazione, stette un attimo in silenzio e poi estrasse da una minuscola borsetta un vocabolario, minuscolo anch’esso. Con un tocco magico, il libro assunse delle dimensioni più consone ad essere sfogliato.

Poi la Fata dell’Autunno si mise a leggere e spiegò che gli uomini usavano l’espressione “non avere sale in zucca” soltanto perché in passato le zucche venivano svuotate, essiccate ed utilizzate come contenitori del sale, che era assai prezioso.

“Ma quindi siamo preziose” esclamò perplessa la zucca che aveva scatenato la rivolta.
“Certo che lo siete – la rassicurò la fata – ma quando le nostre azioni sono guidate dalla rabbia e dal pregiudizio, spesso dimentichiamo d’informarci e perdiamo di vista la verità. Capita anche agli uomini, sapete?”.
Le zucche sul momento si sentirono effettivamente un po’ sciocche, ma capirono la lezione e da quel momento si misero a studiare un pochino ogni giorno, insieme al Bruco Mangianoia.