Il collo di Colly

Il collo di Colly

Testo di: Monica Sorti

In una terra al confine tra la savana e la foresta viveva una piccola comunità di animali. C’erano la zebra, l’antilope, l’elefante, il rinoceronte ed il serpente.

E poi c’era lei, Colly, una giraffina superba ed “altezzosa”, nel vero senso della parola. Grazie al suo lungo collo, dai suoi quattro metri e mezzo di statura si riteneva superiore agli altri animali della comunità. Li guardava dall’altro in basso e non voleva avere nulla a che fare con loro.
“Sto benissimo da sola”, diceva a chiunque la invitasse a partecipare alla vita di gruppo. “Sono felice qui, nelle mie alte sfere”.

Finché un brutto giorno un perfido mago non passò di lì e, vedendo l’armonia che regnava in quel piccolo pezzo di mondo, lanciò un sortilegio e seccò tutta l’erba che cresceva nei prati. Non sarebbe ricresciuta finché non fosse cominciata la stagione delle piogge.

Agli animali, per sfamarsi, non restava che brucare dalle piante. Se per l’elefante questo non era un problema, lo era invece per tutti gli altri, perché non sempre i rami erano alla loro portata. Così la povera scimmia si dava un gran da fare, saltando da un ramo all’altro e staccando le foglie per sfamare i suoi amici. Ma, dopo qualche settimana di lavoro, era veramente stanca.

“Colly, non è che mi daresti una mano?”, chiese allora alla giraffa la quale, grazie al lungo collo, non aveva alcun problema a raccogliere le foglie. Ma lei, dimostrando tutto il suo egoismo, rispose: “Perché dovrei? Cosa ci guadagno? Solo un gran mal di collo per avere lavorato gratis!”.

Finché le foglie non cominciarono a scarseggiare anche sugli alberi. Ne restavano solo molto in alto, nei punti che neppure la giraffa riusciva a raggiungere. Così per Colly cominciò un lungo digiuno. Dopo un paio di giorni la giraffa si presentò al cospetto degli altri animali in cerca di aiuto.

“Cara scimmia, non è che al prossimo giro sulla pianta porteresti un po’ di foglie anche a me?”.
“Non te lo meriteresti per quanto sei stata superba ed egoista. Ma ricambiare la tua indifferenza con altrettanta indifferenza, non gioverebbe a nessuno”.

Così Colly si trasferì a vivere con gli altri animali e la scimmietta procurò le foglie per tutti, fino a quando il cielo non si riempì di nubi e cominciò a piovere. L’erba rispuntò nei prati e gli animali, in gran segreto, organizzarono una piccola festicciola per salutare Colly che, sicuramente, se ne sarebbe tornata alla sua vita solitaria.

Ma la giraffina li sorprese e, il giorno della festa, visibilmente commossa, annunciò che sarebbe rimasta con loro. Ormai aveva imparato la lezione. Aveva capito l’importanza del gruppo e compreso il valore del mettersi a disposizione degli altri, quando ne avevano bisogno. E, da egoista qual era, divenne una giraffina molto generosa.