La scrittura, così come la lettura, non è un’operazione fredda e solitaria. Può essere solitaria, ma spesso nasce da un intreccio di contaminazioni, ispirazioni e altri elementi che definire solitari sarebbe quantomeno originale. Per aiutare i bambini a comprendere la natura “sociale” della scrittura, abbiamo ideato il libro dei libri, liberamente ispirato (ma non troppo) a “Apri questo piccolo libro“.

IL LIBRO DEI LIBRI: ISTRUZIONI

Il libro dei libri è un libricino composto da una serie di fogli piegati a metà di dimensioni decrescenti. Noi abbiamo utilizzato dei fogli di cartoncino di piccole dimensioni, uniti da un filo di lana annodato. Per velocizzare la realizzazione del tuo libro dei libri, potresti utilizzare dei fogli di carta colorata fermati insieme con due punti di spillatrice.

Dopo aver realizzato la struttura, dovrai preparare i biglietti su cui scrivere la storia collaborativa. Noi abbiamo utilizzato dei fogli di carta e delle graffette; l’alternativa è utilizzare dei post-it o dei fogli adesivi. In questo modo, potrai utilizzare il libro più di una volta, rimuovendo i fogli con le vecchie storie senza dover realizzare un altro libro.

Ecco il nostro libro:

Ma come si utilizza questo libro dei libri? Le istruzioni sono semplicissime: i bambini si alternano nella scrittura di una storia collaborativa. Il primo scrittore dovrà occupare le due facciate più interne (quelle più piccole). Il secondo scrittore proseguirà la storia nelle facciate successive e così via, finché la storia non sarà completata.
Il numero di scrittori è variabile: noi abbiamo scritto una storia a quattro mani, alternandoci tra un foglio e l’altro. Si può pensare di coinvolgere più persone: una per ciascun foglio da riempire; così come per la proprietà commutativa dell’addizione, il risultato non cambia!

Di seguito puoi leggere la trascrizione della nostra storia collaborativa:

Alessia: Un giorno, un bimbo monello disegnò un puntino blu sul muro del salotto. Il puntino, anziché stare fermo, prese a muoversi sulla parete, lasciando il bambino senza parole. “Ti chiamerò Macchiolino” disse.

Matteo: Il bambino decise che Macchiolino sarebbe diventato il suo nuovo amico. “Insieme vivremo tante avventure e così non mi annoierò più”. Ma Macchiolino, che era un puntino semplice, non aveva capito una sola parola di quello che aveva detto il bambino.

Alessia: Il bambino sperava che Macchiolino fosse in qualche modo “speciale”, che lo proiettasse in qualche paese sperduto in mezzo agli unicorni. Ma a parte muoversi in lungo e il largo sul muro, non accadeva proprio nulla. “Uffa, non sei per niente divertente” urlò il bambino, esasperato, al piccolo punto. Macchiolino si rattristò parecchio e, alla fine, non riuscì a trattenere le lacrime. Ma, più piangeva, più il muro si riempiva di piccoli puntini che si muovevano vorticosamente.

Matteo: Presto il muro divenne completamente blu. “Scusa” disse il bambino a Macchiolino. Poi prese in mano il pennarello e disegnò un altro puntino sul muro. “Ecco Macchiolina. Adesso hai un’amica con cui giocare e divertirti”. Macchiolino sorrise: non era più triste. Il puntino si mise a giocare con Macchiolina. Tutte le sue lacrime scomparvero e il bambino scoprì che toccando Macchiolino poteva entrare nel magico mondo dei puntini.

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