Benvenuti nella pagina di presentazione del nostro Metodo Educativo Umanitario©.

IL METODO EDUCATIVO UMANITARIO© IN BREVE

Nella nostra visione, l’educazione e l’istruzione hanno il compito di lavorare su due piani: quello delle competenze (linguistiche prima di tutto, ma anche matematico-scientifiche, tecnologiche, storiche, geografiche e artistiche) e quello delle cosiddette “soft skill” (educazione affettiva, educazione morale, educazione positiva etc.). L’educazione umanitaria ha come primo obiettivo quello di tradurre in pratica questa visione teorica, lavorando al tempo stesso sul profitto scolastico e sullo sviluppo umano (che comprende la sfera biologica, quella individuale e quella sociale).

Il Metodo Educativo Umanitario© nella pratica
Il nostro approccio è strettamente pratico: l’educazione umanitaria si configura come una serie di percorsi di esercitazione-riflessione. Ci si esercita nello studio della lingua (e degli altri saperi del curricolo scolastico) e, al tempo stesso, si riflette sullo sviluppo umano. Questi percorsi si declinano nella pratica attraverso gli esercizi di educazione umanitaria.

La struttura degli esercizi secondo il Metodo Educativo Umanitario©
In apparenza, le nostre schede sono semplici esercitazioni legate all’apprendimento della lingua italiana (morfologia, sintassi, grammatica, comprensione del testo, lessico e produzione scritta). Le schede, però, sono progettate secondo un filo conduttore comune: ciascun set di esercizi utilizza frasi e brani che affrontano uno dei temi centrali nell’educazione umanitaria. Questi sono: l’educazione positiva, lo studio della personalità individuale, lo studio della società e delle regole sociali, l’educazione ambientale e l’educazione alla salute. Ogni scheda, dunque, presenta due “chiavi di lettura”: da un lato l’esercitazione linguistica, dall’altro quella intellettuale legata a uno dei campi del sapere sopracitati.

Come utilizzare gli esercizi del Metodo Educativo Umanitario©
Per cominciare, si chiede ai bambini di leggere con attenzione il testo della scheda; successivamente, si chiede di rileggere rapidamente e di completarla, seguendo le istruzioni. In un terzo momento, si corregge la scheda dal punto di vista linguistico (o strettamente disciplinare nel campo della storia, della geografia e delle scienze).
Infine, si ricava un breve question time (5-10 minuti) in cui riflettere insieme sul messaggio del testo. È importante coinvolgere i bambini e chiedere la loro partecipazione attiva. Si possono utilizzare domande guida come: cosa ne pensate? Siete d’accordo con quello che si dice nella scheda? Voi praticate una di queste azioni? E così via. La gestione del tempo è essenziale: scomporre la lezione in 1) tempo per la prima lettura della scheda, 2) tempo per l’esercizio, 2) tempo per la correzione, 3) question time

Attività di potenziamento secondo il Metodo Educativo Umanitario©
Per fissare i concetti presentati attraverso le schede è possibile chiedere ai bambini di elaborare una mappa concettuale che racchiuda i concetti significativi presentati nelle schede di esercitazione. Così facendo, avranno modo di ripensare alle conoscenze acquisite e di strutturarle in modo gerarchico. Infatti, durante il primo contatto, con l’eccezione del question time, la loro attenzione era focalizzata sull’esercizio linguistico. Quest’operazione dovrebbe essere una sorta di “tappa conclusiva” al termine di ciascun percorso.

Compiti a casa secondo il Metodo Educativo Umanitario©
I compiti a casa andrebbero limitati: riteniamo che durante la settimana non siano necessari compiti e che nel weekend si possano limitare a 20-25 minuti. Anche i compiti possono diventare un’occasione per lavorare in modo trasversale. Ad esempio, si potrebbe chiedere ai bambini di leggere la scheda insieme ai propri genitori e successivamente di completare l’esercizio linguistico. Si tratta di un bel modo per coinvolgere la famiglia all’interno dei temi dell’educazione umanitaria e di favorire la sua partecipazione attiva all’interno del processo educativo.

IL METODO EDUCATIVO UMANITARIO©: TEORIA DI RIFERIMENTO

Primo problema educativo
L’educazione ha bisogno di una profonda opera di innovazione. Infatti, c’è un problema profondo nelle nostre istituzioni educative: qualsiasi insegnante – ma anche il genitore più distratto – se ne sarà reso conto, ed è la mancanza di interesse dei bambini e, in generale, dei giovani. La proposta intellettuale che rivolgiamo loro, sin dal loro ingresso alla scuola primaria, è scarsamente appetibile. Il loro naturale interesse è rivolto altrove: per cominciare, verso gli idoli del “piccolo schermo”, ragazzi poco più grandi di loro che hanno fatto fortuna (mediatica) sui social network e sui canali di streaming online. Youtube, per citarne uno. Non è che i bambini e i giovani siano privi di interesse e di motivazione; tutt’altro. La scuola non emoziona, i loro idoli sì. La scuola non offre sfide interessanti, mentre chi gioca online sì.
A provare queste affermazioni, troviamo da un lato i risultati scolastici dei nostri ragazzi, sotto la media nei test standardizzati; dall’altro, la crescita vertiginosa della dipendenza digitale (fenomeno tanto serio da meritare una voce, sia pure in costruzione, nel DSM V, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali).
Si tratta di un vero e proprio scontro di valori. E non si dica che la scuola prepara al lavoro mentre Youtube no: gli streamer professionisti (tutti coloro che raggiungono qualche milione di follower ogni mese), una schiera ristretta ma non troppo, guadagnano cifre che farebbero impallidire qualsiasi lavoratore dipendente. Si va da qualche migliaio di euro ai milioni degli streamer più famosi. Questa prospettiva, solitamente trascurata dagli educatori, può aiutarci a risolvere il dilemma dell’educazione. Viene meno, infatti, il confronto tra coppie scuola-lavoro e intrattenimento-improduttività. L’intrattenimento, nell’ultimo decennio, è diventato estremamente produttivo, almeno per qualcuno.

Prima soluzione educativa
Un primo elemento di innovazione ce lo offre la pedagogia tradizionale: in questa brevissima analisi abbiamo affrontato il campo dell’educazione intellettuale (i saperi scolastici, ma anche i saperi tecnico-comunicativi necessari per fare intrattenimento online) e il campo dell’educazione affettiva (emozioni, motivazione e interessi che la scuola fatica a trasmettere e di cui invece abbondano le proposte informali). Tuttavia, l’educazione classica prevede un terzo campo, di cui finora non si è parlato: è il campo dell’educazione morale, quella che dovrebbe mettere in relazione conoscenze, interessi e sentimenti dell’individuo con quelli della collettività. L’educazione morale è quella che si dovrebbe occupare di formare i cittadini di domani, ma anche l’umanità di domani. Si tratta di un campo che, ad oggi, è pressoché assente nelle proposte educative disponibili (scolastiche, familiari e private). Il declino del pensiero morale, ancor più del declino del pensiero affettivo, produce nell’individuo un senso di vuoto, la mancanza di ideali tanto forti da attirare l’interesse. Questo declino, in parte è dovuto al mutare dei tempi, ma in parte è dovuto ad una mancanza nell’educazione. Il pensiero morale, che un tempo costituiva una pietra miliare dell’educazione (veicolato anche dalle istituzioni religiose), oggi è in sofferenza. A provare quest’ultima asserzione è l’aumento dei fenomeni depressivi e dell’apatia (condizione non patologica ma certamente degna di nota da un punto di vista educativo) nei giovani.
Un primo obiettivo è individuare e promuovere delle pratiche che riescano a generare un equilibrio tra educazione intellettuale, educazione affettiva e educazione morale. Che poi, vale a dire equilibrare la componente biologica di ciascuno di noi (il cervello e il pensiero), la componente individuale (emozioni, sentimenti, interessi e motivazioni) e, per finire, la componente sociale (pensiero morale).

Secondo problema educativo
Apprendere la lingua italiana è fondamentale, così come acquisire una buona alfabetizzazione matematico-scientifica. Anche i saperi storici e geografici non sono da meno. Eppure, ci sono un’infinità di competenze altrettanto necessarie per una crescita armonica: la conoscenza di sé, del funzionamento dell’uomo, delle emozioni e delle dinamiche di gruppo, della motivazione, la conoscenza del nostro pianeta e dell’ecosistema terrestre, la conoscenza dei grandi temi civili e morali.
Ma come possiamo educare i bambini a conoscere le proprie potenzialità e i propri limiti? Ad avere cura di sé e a conoscere i beni comuni, a studiare la nostra Costituzione e le regole per la vita sociale? Come possiamo inserire la felicità, l’educazione affettiva e l’educazione positiva all’interno di programmi scolastici già al limite della loro capacità? Secondo la maggioranza degli esperti mondiali – e anche secondo noi – la scuola dovrebbe farsi carico di questi insegnamenti per educare i bambini ad affrontare la vita a testa alta, col sorriso e con determinazione.  Ma come mettere insieme questi ottimi propositi pedagogici con la scuola che c’è (quella delle competenze di base, delle prove Invalsi e delle aule “tradizionali”)?
Probabilmente non possiamo farlo. Eppure, la lista delle competenze trasversali fondamentali per vivere nel XXI secolo è lunga e dettagliata. Le Indicazioni Nazionali 2012 parlano chiaramente di queste competenze. Obiettivo della scuola è sì la padronanza linguistica e una buona alfabetizzazione di base, ma non solo. Le Indicazioni individuano obiettivi come: l’elaborazione individuale, il pensiero critico e la capacità di ricercare e valutare le fonti, la promozione di uno stile di vita sano, l’educazione al rispetto. Finora ci si è mossi nell’ambito di progetti e lezioni integrative: un progetto per educare al rispetto, un altro per educare all’ambiente. Questa soluzione (che, tra alti e bassi, ha interessato la maggioranza delle nostre scuola) presenta non poche problematicità, specialmente in relazione all’orario delle lezioni.

Seconda soluzione educativa
Il Metodo Educativo Umanitario© nasce per superare anche questo limite. Come? Integrando gli insegnamenti trasversali (legati alla sfera biologica, a quella individuale e a quella sociale/morale) all’interno delle lezioni di lingua, matematica, storia, scienze e geografia.
Un primo esempio sono gli esercizi di potenziamento e consolidamento linguistico: presentando ai bambini una scheda di esercitazione contenente un brano legato all’educazione ambientale è possibile una sorta di “educazione due in uno”: si può chiedere ai bambini di svolgere l’esercizio, correggere insieme e poi riflettere sul significato del brano. Questo vale anche per i compiti a casa, che dovrebbero essere pochissimi (limitati a mezz’ora nel fine settimana) ma ricchi di contenuti e informazioni, anche per i genitori. Il Metodo nasce per rivoluzionare la scuola mantenendo le sue pratiche, compresa la lezione frontale, che reputiamo un’ottima metodologia di insegnamento, a patto di seguire alcune buone pratiche di conduzione dell’aula. Non vogliamo demolire alcunché: al contrario, ci offriamo di integrare e sostituire alcune forme didattiche esistenti con altre, equivalenti e ugualmente rispettose delle direttive nazionali.

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