Il mito di Pigmalione

C’era una volta un re, Pigmalione, che trascorreva la maggior parte del suo tempo a ricavare statue dalla roccia. Nonostante fosse re dell’isola di Cipro, reame ricco e fiorente nel cuore del Mediterraneo, la sua vera passione era la scultura.
Un giorno, Pigmalione decise di realizzare una scultura femminile, che fosse tanto bella da rivaleggiare con la dea Afrodite. Si mise all’opera e, dopo mesi di duro lavoro, portò a compimento il suo capolavoro.
La statua che aveva realizzato, intarsiata finemente nell’avorio, era così bella che il re se ne innamorò perdutamente (cosa strana poiché Pigmalione, in tutta la sua vita, non aveva mai pensato di innamorarsi o di prendere moglie). L’amore di Pigmalione era così intenso che il sovrano non si allontanava mai dalla sua statua: era arrivato al punto di dormire ai suoi piedi. Spinto dall’amore, Pigmalione si recò al tempio della dea Afrodite e la pregò di animare la statua, rendendola una creatura umana. La dea dell’amore, colpita da quello scultore e dal suo strano desiderio, acconsentì e trasformò la statua in una bellissima fanciulla: Galatea.
Pigmalione e Galatea si sposarono ed ebbero una bella bambina, Pafo. Ancora oggi, una delle città dell’isola di Cipro si chiama Paphos (Pafos), in memoria dell’amore di Pigmalione e del suo frutto*.

NOTE

* Questo mito compare nella raccolta delle Metamorfosi di Ovidio; in seguito, è stato ripreso da altri mitografi.

** Dal mito di Pigmalione deriva un famoso effetto psicologico, l’effetto Pigmalione (o “profezia che si autoavvera”): così come Pigmalione si era innamorato della sua statua al punto da averla trasformata – per intercessione della divinità – avviene lo stesso per le nostre credenze: spesso ci convinciamo di qualcosa al punto tale che i pensieri divengono realtà. Per approfondire questo effetto e scoprire qualche caso applicato al mondo dell’educazione ti suggeriamo di leggere il nostro articolo sull’effetto Pigmalione e sugli stereotipi.

SCHEDE STAMPABILI

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