Il nome segreto di Blondie

Testo di: Maria Minniti

Arianna e la sua gatta erano inseparabili e molto simili: vanitose, un po’ furbette e con fantastici capelli biondi. La gattina era stata ribattezzata Blondie dalla sua padrona per la sua folta coda color caramello, che somigliava ai capelli biondi della ragazza.

Un pomeriggio d’estate Arianna, mentre leggeva una rivista in giardino reggendo Blondie sulle ginocchia, vide qualcosa scintillare nell’erba. Si alzò per prenderla, ma la gattina fu più veloce e con un balzo afferrò l’oggetto scintillante: era un braccialetto dorato tempestato di stelline blu.

“L’ho visto prima io, dammelo” protestò Arianna, ma Blondie, indossandolo come un collarino, le rispose: “No, l’ho preso prima io e me lo tengo, miao! Te lo darò soltanto se indovinerai qual è il mio nome segreto”.
Poi fece un’elegante giravolta e balzò sul muretto, a far tintinnare le stelline blu del bracciale con le sue zampette. Arianna decise che il bracciale sarebbe stato suo e che avrebbe scoperto il nome segreto di Blondie, ma non era per niente facile.

Pensò, ripensò, studiò le abitudini della gattina, chiese perfino alla Luna che conosce il nome di tutti i gatti, ma nemmeno lei riuscì ad aiutarla.

A un certo punto, mentre Blondie le passava a un palmo dal naso sfoggiando il suo bel collarino, non ne poté più e sbottò: “Basta! Dammelo subito, piccola Spelacchiotta!”.

La gatta sorrise (accade di rado, ma anche i gatti sorridono) e le porse il gioiello.
“Spelacchiotta…” esclamò Arianna “è questo il tuo nome segreto!” E ricordò quando aveva trovato la gattina sotto un ponte, piccolissima e rovinata dalla rogna. Allora, prendendola in braccio le aveva sussurrato: “Vieni qui Spelacchiotta”.
Dopo averla guarita le aveva cambiato il nome in Blondie, fiera della bellezza della gattina. Ma il nome segreto non è quello dell’orgoglio, è quello della tenerezza e dell’amore. Arianna, tutta felice, abbracciò la sua amica a quattro zampe, ammirando la sua saggezza ancor più della sua coda.