Il Principe Trifoglio: classe d’immaginazione

Proviamo con qualcosa di nuovo: una classe d’immaginazione. In pratica, ho inventato un personaggio che mi piace molto, e ho immaginato l’inizio di una storiella a tinte fosche. Chiunque di voi può completarla, modificarla, creare insieme ai suoi bimbi la propria versione. Non siate timidi, mandateci i vostri capolavori!

In fondo c’è una sezione con qualche osservazione “educativa” sul personaggio e sul testo. Liberi di usarla per schiarirvi le idee e stuzzicare la fantasia.

Chi è il Principe Trifoglio?

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Un ritratto, non troppo fedele, del Principe Trifoglio

C’era una volta, in un prato fiorito…il Principe Trifoglio. Costui era un nobile folletto e possedeva molte ricchezze; tuttavia, non era stato molto fortunato: la sua mamma, la vecchia e amata regina, era scomparsa poco dopo la sua nascita e il re, suo padre, era partito qualche anno più tardi per la guerra. Il nostro principino, insomma, non aveva nessuno a casa che gli rimboccasse le coperte e lo consolasse quando era triste ed era cresciuto in modo bizzarro

Il Principe Trifoglio aveva un unico ricordo dei suoi genitori: un arazzo appeso ad una parete della sua camera, che ritraeva un bellissimo campo di trifoglio. Sotto il quadro c’era una targa, scritta dalla mamma: “Il prato più bello per il principino più bello”. Il principe, che si sentiva tanto solo e doveva impiegare il tempo in qualche modo, decise che avrebbe realizzato un regno a immagine e somiglianza di quel dipinto. Ordinò ai suoi soldati di sradicare e bruciare qualsiasi fiore o pianta che non fosse trifoglio. In questo modo però scatenò una terribile guerra nel prato.

Cosa succederà? Troveranno i nostri abitanti una soluzione pacifica? Idee tra 3, 2, 1…VIA!

Finale, per come lo immagino io

Dopo le più disparate bizzarrie, che lascio alla vostra fantasia, mi piace pensare che il Re Trifoglio torni a casa, dopo vent’anni di assenza (trovate somiglianze con altri eroi famosi?); nel caos che regna nel prato troverà suo figlio, lo abbraccerà forte e gli ordinerà di far cessare quella follia. Poi, chiarita la situazione, i due organizzeranno un gran banchetto e il principino chiederà scusa a tutti coloro che ha danneggiato.

Educational (già che l’inglese va di moda)

  • Il Principe Trifoglio è il classico personaggio né buono né cattivo: è cresciuto senza i suoi genitori, senza nessuno che si prendesse cura di lui; a poco gli è valso essere un principe erede di molte ricchezze; la sua solitudine si riflette nella sua sterile “guerra contro il prato”; il suo ordine spropositato risulterà assurdo agli occhi di un bambino. In questo modo i piccoli possono fare i conti con il concetto di giustizia. Ha fatto bene il Principe Trifoglio? Tu al posto suo come ti saresti comportato?
  • L’esagerazione è voluta: i bambini non hanno nozioni morali precise e delineate; se l’ingiustizia o la violenza venissero presentate come “normali”, si rischierebbe una pericolosa assuefazione. Per questo mi piace portare le azioni cattive all’assurdo, fino a ridicolizzarle.
  • Teniamo presente il tema dell’abbandono: tipica paura infantile; il nostro personaggio è cresciuto senza genitori e per questo si presta ad essere un modello per esplorare tale paura. In questo senso è importante aiutare il bambino ad esprimere le sue emozioni al riguardo, senza banalizzarlo. Si tratta di un esercizio cognitivo di primaria importanza

Ecco così che una storiella tutto sommato banale e di poche pretese diventa un momento per crescere, in perfetta linea con la filosofia di Portale Bambini: divertirsi x imparare x crescere!
E voi, che riflessioni avete fatto da questo gioco narrativo?