Il Re dei Serpenti e Fata Ciambella: una fiaba dolce come lo zucchero

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Il Re dei Serpenti e Fata Ciambella: una fiaba dolce come lo zucchero

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Tanto tempo fa, prima che nascesse la Terra, nello spazio abitava il Re dei Serpenti. Era anziano come il tempo, generoso e la sua testa era avvolta da una folta criniera rossa, di polvere di stelle.
Il Re dei Serpenti era un artista e aveva il potere di creare tutte le cose: attraversava l’universo da un capo all’altro e faceva nascere pianeti, piante, fiori e creature. Un giorno, mentre viaggiava ai confini dello spazio, vide un minuscolo pianeta tutto nero.
“Povero piccolo” pensò tra sé il re dei serpenti, “chissà come sarà triste questo pianeta così scuro”.
Spalancò le fauci e soffiò la sua magia sul pianeta: all’improvviso la superficie nera si coprì di rose, petunie, bambù e dolci mirtilli.
Tuttavia, il Re dei Serpenti non sapeva che il pianeta era la casa della Strega mai vista, una creatura invisibile e piccola come una pulce, che adorava il nero e le disgrazie.
La strega saltò fuori dal suo buco e guardò con orrore i fiori e i frutti, poi si accorse del re dei serpenti e capì che era stato lui a rovinare il suo bel pianeta.
“Tu hai rovinato la mia casa! Io ti maledico: da oggi, tutto ciò che creerai, lo divorerai”.
All’improvviso la corona del Re dei Serpenti cambiò colore e diventò nera, per effetto della magia.
La strega scoppiò a ridere: infatti, il re dei serpenti aveva il potere di creare tutte le cose, ma non di distruggerle, e così non avrebbe mai potuto annullare la maledizione.
Tuttavia, era presto per ridere: infatti, il serpente, colpito dall’incantesimo, spalancò le sue fauci enormi e divorò il pianeta nero in un sol boccone, insieme alla strega e a tutto il resto.
Da quel giorno, il serpente continuò a creare pianeti e a popolarli di piante e animali, ma non faceva in tempo a finire che zac! la maledizione colpiva, lui spalancava la bocca e in un sol boccone faceva sparire tutto.
Il re dei serpenti fu colpito da una terribile tristezza che consumò il suo corpo, poi perse tutti i suoi amici: gli altri abitanti dell’universo, infatti, cominciarono a scappare da lui, il Grande Divoratore.
Un giorno, il Re dei Serpenti usò il suo potere per dare vita a una creatura fatta di zucchero e pasta brioche.
“Se devo divorare tutto ciò che creo”, pensò malinconicamente, “sarà meglio che sia qualcosa di dolce”.
Fu così che nacque Fata Ciambella, che aveva una grossa ciambella glassata al posto del corpicino, due ali graziose da farfalla e una testolina da bambina.
Fata Ciambella era una fata dei dolci; per caso, aveva ereditato dal suo creatore una piccola parte dei suoi poteri: anche lei poteva far comparire dal nulla qualsiasi cosa, a patto che fosse fatta di zucchero, cioccolata, crema o pan di spagna.
All’improvviso, la corona del Re dei Serpenti diventò tutta nera. Fata Ciambella vide la creatura spalancare le fauci e pensò: “Avrà fame”.
“È la maledizione, ci risiamo” disse lui.
“Riempiamogli la pancia!” disse lei e da brava fatina dei dolci, creò un trenino di pasta di zucchero lungo come il corpo della creatura, con cento vagoni strapieni di ciambelle, bignè e cannoli.
Il Re dei Serpenti divorò il trenino fino all’ultima carrozza e finalmente si saziò, al punto di scoppiare: così la piccola fata ruppe la maledizione della Strega mai vista.
Da quel giorno il Re dei Serpenti non si è mai più separato da Fata Ciambella: ogni volta che la sua corona si tinge di nero, lei riempie la sua pancia di dolci e spezza l’incantesimo. Si dice che vivano insieme sul pianeta Dolce come lo zucchero o, come lo chiamano loro, DCLZ.