Buongiorno Amici della Scuola di Bambinologia e benvenuti all’ottava e ultima lezione del nostro corso Educazione in Classe: i pilastri del benessere.
Abbiamo visto come la ricerca del benessere sia di fatto una “materia scolastica”, un percorso da ricercare e coltivare nella quotidianità, in classe e in famiglia.

Come si porta il benessere in classe? Sicuramente ognuno ha un suo percorso specifico, basato sulle proprie attitudini, sul carattere e sulle esperienze personali. Noi ad esempio abbiamo scelto di lavorare sul Modello PERMA, focalizzandoci in particolare sulle emozioni positive, sulla grinta, sulla motivazione e, infine, sull’ottimismo e sull’autocontrollo.
In questa lezione conclusiva, vi proponiamo una sorta di palestra di allenamento di tutte queste dimensioni. L’esercizio si chiama Triangolo dei Micro-Momenti e si basa un un assunto di cui abbiamo già parlato in precedenza, nel nostro Workshop sulle Emozioni. Se ricordate, abbiamo visto che esiste un’assimetria tra emozioni positive e negative, nel senso che siamo portati a ricordarci più facilmente le cose brutte, di quelle belle.

Uno dei primi studiosi ad analizzare questo fenomeno è stato Daniel Kahneman, Premio Nobel per la Psicologia Applicata in ambito economico nel 2012. Kahneman ha evidenziato nelle sue ricerche come il ricordo che abbiamo delle nostre esperienze passate si basa su brevi momenti, della durata di qualche secondo. Il nostro cervello li organizza in eventi positivi, negativi e neutri e tiene memoria soltanto di quelli positivi e negativi, dimenticando quelli neutri.
Dal momento che il benessere comporta un miglioramento della produttività, della creatività, della saluta e che questo benessere è collegato anche alle emozioni positive, come evidenziato nel modello PERMA, possiamo dire che le scoperte di Kahneman hanno un grande impatto sulla nostra vita quotidiana.
Come possiamo valorizzare i micro momenti positivi, rendendoli catalizzatori di energia e di benessere?

IL TRIANGOLO DEI MICRO MOMENTI

Proviamo ad applicare in classe quanto detto in precedenza. Se immaginiamo una giornata di lezioni come una collezione di micro momenti e ipotizziamo, come rilevato da Kahheman (ma successivamente anche da Fredrickson nella teoria della Asimmetria delle Emozioni) che i bambini ricordino esclusivamente le “cose belle” e le “cose brutte”, l’obiettivo diventa intuitivo: dobbiamo aumentare il numero di micro momenti positivi all’interno della giornata, per creare un ambiente positivo e potenziare le emozioni positive.
Chiaramente è irrealistico che una giornata intera sia composta di momenti positivi e, per dirla tutta, anche innaturale. Ma è nostro compito facilitare l’apprendimento valorizzando tutto ciò che di positivo un bambino può interiorizzare.
Come fare a realizzare tutto questo? Immaginiamo un triangolo, ai cui angoli troviamo:

  • active constructive responding
  • growth mindset o mentalità di crescita
  • comunicazione verbale e non verbale positive

Questo triangolo rappresenta il nostro schema di azione per valorizzare al massimo i momenti positivi. Vediamo più in dettaglio ciascuna dimensione.
L’active constructive responding, di cui abbiamo parlato in un approfondimento dedicato, indica la nostra capacità di mostrare sincero coinvolgimento nell’interazione. E’ importante saper ascoltare ed empatizzare.
La mentalità di crescità è la capacità di non irrigidirsi all’interno di una situazione (“Sono intelligente, punto”), ma di essere fluidi (“Mi sono impegnato, posso fare di più”).
La comunicazione positiva, un po’ la sintesi operativa delle due dimensioni precedenti è la risposta verbale e corporea positiva che diamo al nostro interlocutore: chi percepisce il nostro coinvolgimento, il nostro interesse, attraverso parole e gesti, è più propenso ad agire e rispondere positivamente anche ad eventuali difficoltà, mettendosi in gioco.

Rispetto a questi tre temi, inseriamo una dimensione aggiuntiva, una sorta di cerchio posto all’interno del triangolo: in questo cerchio, dobbiamo inserire le forze caratteriali del nostro interlocutore. E qui facciamo una premessa: il triangolo dei micro momenti è una validissima strategia per lavorare anche sui gruppi, oltre che sugli individui. Ma, quando si tratta di interagire con il singolo, la nostra abilità sta nell’orientare active constructive responding, growth mindset o mentalità di crescita e comunicazione verbale e non verbale con un focus specifico sulle forze caratteriali di chi ci sta di fronte.
Per allenarci a cogliere le forze caratteriali e a far aumentare la consapevolezza nel nostro interlocutore, un buon esercizio è dato dalle Conversazioni basate sui punti di forza. Trovate una descrizione completa dell’esercizio nell’approfondimento qui sotto.

APPROFONDIMENTO: Le conversazioni basate sui punti di forza

L’esercizio è molto semplice: a turno ci si racconta un episodio in cui, grazie ai propri punti di forza, si è riusciti ad ottenere un grande risultato, sperimentando un senso di benessere profondo. L’ascoltatore ha il compito di identificare i punti di forza che sono stati utilizzati in quell’occasione e dovrà metterli in relazione con i propri.
Questo esercizio serve, tra i vari plus, a sviluppare un senso di collaborazione profondo e consapevole: solo per fare un esempio, se tendiamo a rimanere paralizzati nell’analisi dei vari aspetti delle cose, come avviene a chi coltiva la prospettiva e il giudizio, potremmo trarre beneficio dalla collaborazione con una persona che invece ha tra le sue forze caratteriali l’energia.

Allenarsi in questo senso significa dare una svolta molto operativa alla teoria del benessere, portandola in concreto e con continuità nelle nostre vite. Se vi va di provare e di raccontarci quali sono i vostri feedback rispetto a questi esercizi, siamo a disposizione per un confronto e anche per ulteriori approfondimenti.

Come sempre, ci trovate su tutti i social e all’indirizzo email: portalebambini@gmail.com
Vi auguriamo buon proseguimento e ci auguriamo di avervi tra i lettori dei prossimi corsi.
A presto!

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