In Portogallo è vietato pubblicizzare merendine e cibi confezionati per bambini

La pubblicità influenza il nostro comportamento in modo molto più profondo e radicale di quanto si potrebbe immaginare. Specialmente sui bambini, il suo potere è grande. A partire da questa considerazione, il Portogallo ha deciso di mettere al bando le pubblicità che promuovevano merendine confezionate ed altri cibi ad elevato tenore di zuccheri.

Così, è stato elaborato un disegno di legge per tutelare i minori di 16 anni dall’esposizione mediatica ai messaggi promozionali che pubblicizzano merendine, dolci e bibite zuccherate e altri cibi confezionati che non soddisfano elevati requisiti nutrizionali. Questo significa:

  • nessuna pubblicità di questi alimenti in TV, nelle fasce orarie frequentate dagli under 16;
  • blocco dell’advertising online sui siti destinati ad un pubblico generalista, inclusi bambini e ragazzi;
  • divieto di esporre e pubblicizzare questi prodotti negli edifici scolastici e in un raggio di 100 metri dagli stessi;
  • divieto di esporre pubblicità nei luoghi abitualmente frequentati da bambini e ragazzi.

Maria João Gregório, direttrice del programma nazionale per la promozione di un’alimentazione salutare, ha già annunciato l’intenzione di focalizzarsi sulla definizione dei criteri nutrizionali che un cibo deve soddisfare per potersi definire “sano”. Per i bambini, sviluppare delle abitudini alimentari salutari fin dalla prima infanzia è fondamentale: le abitudini acquisite in questi anni, infatti, si riflettono nelle decisioni alimentari in età adulta. La pubblicità, purtroppo, interferisce pesantemente in questo processo e costituisce un fattore di rischio per i più piccoli.

Nel nostro paese non c’è alcuna legge o programma a tutela dei minori e delle loro abitudini alimentari. Perché non imitare la proposta portoghese?

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