Incontri d’autore: l’importanza dei classici

Domande e risposte, in compagnia di Andrea Ambrosino, autore de “Il sogno dell’eroe“, che abbiamo recensito per voi la scorsa settimana.
In sua compagnia discutiamo dell’importanza del mondo e dell’epica classica per i nostri bambini.

Buongiorno Andrea e grazie per aver accettato il nostro invito virtuale; quindi, cominciamo subito con le domande!

D: Secondo te, perché è importante l’epica classica per un bambino del 2015?

R: Perché nell’epica c’è tutto, anche quello che il bambino cerca. Non vorrei entrare nel banale, però, solo nell’epica classica, troviamo: amori, azioni, tradimenti, riscatto e crescita. È inutile girarci intorno, l’epica classica ha ispirato tutto quello che è emerso dopo: dalla nostra Costituzione fino agli Hunger Games.

Dice l’editor l’antichità classica mostra una straordinaria comprensione di quella che è la psicologia umana; anche se in forma embrionale, di certo non scientifica, nutre i bisogni dell’uomo in modo magistrale. Come dice Andrea, il bambino trova qui la risposta a tutte le sue esigenze: modelli da imitare, valori morali, l’importanza di cogliere le sfumature tra bene e male. Parlerei quindi di importanza formativa e pedagogica della letteratura classica per l’infanzia.

D: L’antichità ha ancora qualcosa da insegnarci o potremmo semplicemente dimenticarla?

R: L’antichità può insegnarci ancora qualcosa. Questo è fuori discussione. Ho scritto questo libro proprio per cercare di ricordare alle nuove generazioni le gesta del passato. Purtroppo, sembra che oggi se ne siano dimenticati in tanti, basta pensare ai molti commenti sull’attuale situazione drammatica della Grecia.

D: Cosa possiamo imparare dagli dei e dagli eroi? Sono modelli ancora attuali?

R: La domanda appare semplice ma richiede una risposta articolata in più punti. Primo punto, ogni eroe può essere sintetizzato con una virtù: l’astuzia per Ulisse, il coraggio per Ettore, la forza per Diomede e via discorrendo. Già questo può far sì che ciascuno di loro sia un modello per noi e per i nostri figli e i nostri nipoti. A questo si aggiunge, come secondo punto, un elemento fondamentale, cioè che difficilmente nell’epica c’è il bianco e nero, il buono e il cattivo. Pensiamo alla guerra di Troia, davvero possiamo dire che i greci erano buoni e i troiani i cattivi? Ettore, Enea, Priamo, anche lo stesso Paride non sono figure negative. Pure Deifobo che forse è il più “oscuro” dei troiani, con l’assalto a tradimento verso Achille e la sua violenza verso Elena, non può essere semplicemente bollato come il cattivo. Parimenti lo stesso Ulisse non può essere l’eroe senza macchia impersonato da Kirk Douglas nell’omonimo film degli anni ’60. Per concludere, terzo e ultimo punto, sfogliando i classici ogni eroe o eroina o dio ha una sua storia. Non è solo un nome di passaggio, ma una vita. Pensiamo a Pandaro, a Protesilao… Non sono personaggi secondari, sono unici. Proprio come ciascuno di noi. Ognuno di loro ha pagine che ne raccontano la nascita, le gesta e la morte. È la vita.

D: Il “classico” (non inteso come liceo, ma come “corpus” di conoscenze, letterarie e filosofiche!!) non va più di moda, almeno a un primo sguardo. Cosa ne pensi? E’ vero? E per quale ragione?

R: Oggi siamo ostaggi più o meno accondiscendenti dei luoghi comuni che vogliono legare la nostra istruzione al lavoro, privilegiando così la formazione tecnica, oppure bolliamo come “palloso” tutto ciò che non è moda. Occorre quindi uno sforzo, una mossa personale di ciascuno per tornare ai classici, per tornare a qualcosa che apparentemente non ti apre le porte del lavoro nè ti fa fare dei bei selfie per i social. Io stesso non ho fatto studi prettamente classici, ho dovuto fare la fatica di ricercarli dopo. La fatica di andare oltre Omero e di leggere anche Apollonio Rodio, Quinto di Smirne, autori non proprio di primissimo piano e che se va bene fai prima a trovarli su internet che non in libreria. È necessario cedere di fronte alla bellezza di un mito o di libro e andare fino in fondo a quella che può diventare una passione. Faccio un esempio. Pensiamo alla saga “Il mio nome è Nessuno” di Manfredi, quindi non proprio la traduzione degli scritti di Platone di Giovanni Reale, ma una lettura di evasione. Ebbene nei primi due libri l’autore è riuscito a fare un sunto di tutta la tradizione classica su Ulisse, non solo su quella Omerica. Questo intendo con l’andare al fondo. E questo comporta una fatica. Una fatica che prima era facilitata dall’ambiente scolastico e dalla società mentre adesso occorre volerlo. Il mio augurio è proprio quello che partendo da una storia semplice come quella di Tancredi ne Il Sogno dell’Eroe, la fantasia del lettore sia colpita al punto tale di voler approfondire la conoscenza dei miti classici.

Dice l’editor: il classico non va più di moda perché costringe a riflettere; non offre soluzioni preconfezionate ai nostri problemi ma aiuta a ragionare, a capire cosa vogliamo e cos’è il mondo; in un mondo sempre più pigro, ci sono vie più comode, che hanno finito per soppiantarlo. Per questo, con un intervento un po’ radical-chic, mi potrei dire che dovrebbe divenire la passione dei “cervelli in movimento”.

Con questa concludiamo le nostre domande; vi siete convinti dell’importanza per i vostri bimbi di leggere un po’ di epica, magari in versione semplificata e adattata alla loro età?

Chi è Andrea Ambrosino?

Dice di sé: “Fin dalla mia infanzia sono stato affascinato dalle storie di soldati e di eroi. Dalla televisione ai fumetti, passando per i libri, per i giochi al computer e per i racconti di mia madre, ho sempre ricercato il momento in cui il protagonista o la protagonista partivano per una missione che li avrebbe portati in posti lontani a conoscere nuovi amici e a superare nuove sfide.”

“Poi crescendo sono partito per un lunghissimo viaggio alla ricerca delle storie di antichi eroi […]. Durante questo viaggio è cresciuto in me, giorno dopo giorno, il desiderio di essere io stesso a raccontare le storie per i miei amici, per i parenti e per chiunque le volesse ascoltare.”

Per noi Andrea è uno scrittore curioso e disponibile nonché un vero appassionato di letteratura greca (fidatevi, conosce autori  e opere che non trovate nemmeno su Wikipedia!). Speriamo di poter collaborare ancora con lui in futuro!