Insegnare a far ordine senza arrabbiarsi (i miracoli esistono!)

Chi ha figli sa benissimo che l’ordine in casa è una vera e propria impresa: giochi sparsi ovunque, oggetti in giro, un simpatico caos che, nonostante i vani tentativi di riordino, spesso torna dopo qualche ora. Che succede? Semplice, si vive e, senza colpevolizzarsi, è abbastanza fisiologico, con l’arrivo dei bambini, trovarsi in mezzo al trambusto.

Solo che spesso è proprio quel trambusto a generare urla, sgridate ed incomprensioni, visto che nella maggioranza dei casi diventa uno dei principali ambiti di scontro tra genitori e figli.

Perché allora parlare di ordine, sapendo che più o meno sarà una missione impossibile? Insegnare l’ordine, ma anche dare il buon esempio ed essere ordinati, significa parlare concretamente di rispetto: rispetto per ciò che utilizziamo e che non va trascurato, rispetto e cura per se stessi, rispetto per l’ambiente che condividiamo con altri.

Per prima cosa, cerchiamo di capire a cosa ci può servire essere ordinati: la lezione più importante che impariamo dall’ordine è che ci aiuta ad orientarci, ad essere più autonomi e, anche a non sprecare.

Spesso si dice che il disordine è tipico dei creativi. A noi piace pensarla come lo scrittore Josè Saramago che ha scritto che “Il caos è solo ordine che attende di essere decifrato”.

La creatività in sè aiuta ad accettare la complessità, non beneficia certo di caos eccessivo. Per cui, se è vero che ambienti rigidi e monotoni intrappolano il potere creativo, è altrettanto vero che, perché scocchi la scintilla, occorre anche lavorare sulla qualità degli ambienti. Motivazione in più per creare ambienti piacevoli e a misura di piccoli e grandi creativi.

Imparare a mantenere l’ordine in un ambiente insegna, oltre al rispetto di cui abbiamo accennato prima, l’amore per la semplicità, quella che spesso permette di focalizzarsi ed analizzare i problemi in profondità. Chiaramente, per mettere in pratica tutto questo, bisogna lavorare insieme in famiglia, condividendo obiettivi e compiti.

SPUNT-ESERCIZIO: 3 consigli per essere più ordinati
Ovviamente non si tratta di novità, bensì di azioni che tutti noi compiamo nelle nostre giornate. Spesso però, presi dalla fretta o dalla stanchezza, tendiamo a chiudere un occhio e lasciar andare. Giusto così, se non si esagera. Per cui proviamo insieme stasera a riflettere su questi tre spunti e a ri-applicarli (siamo certi che già lo fate) nella vostra vita quotidiana.

Ogni spazio ha una funzione
Il primo punto per mantenere l’ordine a casa è lavorare sul concetto che ogni spazio ha una funzione specifica e, di conseguenza, ogni cosa va sistemata nel posto corretto dopo averla utilizzata. Non è semplice, lo sappiamo. Spesso i bambini dalla cameretta portano i giochi in cucina e lì li lasciano. Una buona strategia consiste nell’organizzare gli spazi a portata di bimbo. Rendendoli accessibili, sarà più facile consentirgli di muoversi autonomamente.

La casa è di tutti e noi siamo un esempio (come sempre)
I bambini sono lo specchio delle nostre azioni. Se predichiamo bene e razzoliamo male, è difficile che loro possano crescere ordinati. Proviamo dunque a lavorare sulle nostre abitudini, in modo tale da trasmettere il nostro insegnamento con l’esempio, prima che con le parole. Correggiamo il tiro, quindi, comprendendo che qualche no e un po’ di severità aiuteranno nostro figlio a crescere sano.

Insieme è più facile
Provate a darvi piccoli compiti quotidiani, come ad esempio, riordinare una volta a settimana l’armadio dei bambini o controllare insieme a loro se ci sono giocattoli rotti o che non usano più. L’ideale è riuscire a far percepire l’ordine come qualcosa di non imposto da mamma e papà, ma come una forma di benessere per tutti.

Provate a rendere il riordino un momento piacevole e, soprattutto, un momento costruttivo per la famiglia. Se ognuno pensa un pochino anche agli altri, è più facile essere felici insieme.

Vi suggeriamo infine un libro, per riflettere insieme su questi spunti. Si intitola Anna mette in ordine di Kathleen Amant e parte da un episodio che tutti ben conosciamo: la perdita del peluche preferito. Buona lettura e buon riordino!

a cura di Alessia de Falco