Introduzione all’educazione ambientale

Qualunque educatore responsabile parlerebbe ai bambini dell’ambiente, spiegando come funziona il mondo in cui viviamo e facendo presenti i rischi che corre.

Cosa insegniamo quando parliamo di “educazione ambientale”?

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Cos’è l’educazione ambientale?

L’educazione ambientale è un “Processo per cui gli individui acquisiscono consapevolezza ed attenzione verso il loro ambiente; acquisiscono e scambiano conoscenze, valori, attitudini ed esperienze, come anche la determinazione che li metterà in grado di agire, individualmente o collettivamente, per risolvere i problemi attuali e futuri dell’ambiente.”

Cominciare presto. Anzi, prestissimo

Il primo approccio con l’insegnamento deve essere per il bambino l’inizio del suo percorso in simbiosi con l’ambiente. Già dalla scuola dell’infanzia è introdotta l’attenzione verso il tema del comportamento eticamente orientato e rispettoso degli altri, dell’ambiente e della natura. Tra i traguardi per lo sviluppo della competenza vi è l’osservazione degli organismi viventi e i loro ambienti, i fenomeni naturali, con una particolare attenzione ai loro cambiamenti.

I bambini dai 6 agli 11 anni sono naturalmente interessati all’ambiente, alle piante, agli animali; per cui, si lavora un terreno fertile.

Come favorire l’apprendimento?




Ambiente ed emozioni: l’approccio ideale è quello emotivo

Invece di un approccio basato sulle competenze, estremamente tecnico, razionale e basato sui dati (ovvero, molto scolastico), sarebbe da preferire un approccio basato sulle emozioni. Per questo le attività migliori sono quelle che permettono ai bambini di prendersi cura di una pianta, di un animale o di un piccolo ecosistema.

Ci sono due ragioni per preferire l’approccio emotivo all’ambiente rispetto a quello logico-tecnico: in primo luogo, il livello di sviluppo cognitivo dei bambini; a 6-10 anni i ragionamenti complessi non sono articolati come quelli di un adulto. Quindi, il principio di tutela ambientale e paesaggistica non viene compreso come durante l’adolescenza e l’età adulta. L’interesse scientifico verso l’ecosistema è scarso, per dirla in altre parole.  Se insegniamo a prenderci cura della natura facendo leva sul desiderio di accudire altri esseri viventi e facendo percepire che è la cosa giusta, otterremo risultati molto migliori.

La seconda ragione è il maggiore impegno che i bambini dimostrano per le cause che prendono sul serio. Nessuno prenderebbe a cuore una serie di dati fondamentalmente astratti. Invece, noi vogliamo insegnare a prendere a cuore la Terra e la sua sorte. In sostanza, se trasformiamo un argomento di studio in una causa, otterremo impegno doppio.

Tanto lavoro sul campo

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I bambini adorano osservare fiori ed animali; approfittiamo dell’occasione per spiegargli come funziona l’ecosistema e perché è importante tutelare l’ambiente

E’ naturale che un bambino sarà poco propenso a studiare un manuale sull’ambiente; invece, sarà molto più facile insegnargli ad osservare, a prendersi cura di, a capire e a entrare in sintonia con l’ambiente.

Organizzate gite in montagna, tra i boschi, o nei parchi naturali. Osservate sul campo piante e animali, così come gli effetti dell’antropizzazione, sia benefici che funesti.



Illustrazioni, schemi e ancora illustrazioni

A nessuno piacciono le relazioni lunghe e noiose. L’educazione ambientale, così come le scienze naturali, ha il vantaggio di prestarsi molto ad un approccio figurativo.

Corredate le schede di disegni colorati, fate rappresentare i fiori, gli animali e l’intero ecosistema. Preparate tabelloni, collage, mosaici, raccolte di foto, reperti e altro ancora.

Nei prossimi articoli vi daremo alcuni spunti concreti su cui lavorare, piccoli laboratori per trasformare la teoria in gioco e pratica artistica.