Introduzione: cambiare noi stessi per cambiare gli altri

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Buongiorno a tutti, Amici della Scuola di Bambinologia! Benvenuti alla prima lezione del corso ABC: le tre lettere del cambiamento in famiglia. Come anticipato nella presentazione del corso, questo corso è stato pensato per tutti i genitori che vorrebbero cambiare qualcosa nella relazione con i propri figli. Una delle principali problematiche che ci vengono sottoposte riguarda la quotidianità: c’è chi si lamenta perché il proprio figlio fa i capricci e diventa insopportabile, chi ci chiede consigli su come insegnare a riordinare la propria stanza, chi invece si dispera perché il bambino non ascolta. Per capire di che cosa stiamo parlando, leggete le domande che seguono e rispondete con sincerità, pensando al rapporto con il vostro bambino/a:

  • Vi sembra di parlare al vento, senza ottenere nulla?
  • Provate frustrazione di fronte ad alcuni comportamenti dei vostri bambini e non sapete come intervenire correttamente?
  • Vorreste essere più efficaci nella comunicazione, senza perdere il controllo?

Se avete risposto «Sì», allora siete nel posto giusto. In questo corso vi illustreremo alcune tecniche che possono aiutarvi a lavorare sui punti di forza e debolezza della vostra famiglia, lavorando sul comportamento e su un graduale cambiamento. Non è detto che vi troviate nelle condizioni descritte in precedenza ma, in ogni caso, approfondire alcune strategie per affrontare il cambiamento può essere utile anche pro-futuro, magari nel periodo adolescenziale e/o fuori dall’ambito familiare.
Le tecniche che vi proponiamo sono ispirate al lavoro del dr. Alan Kazdin, Professore di Psicologia e Psichiatria Infantile presso l’Università di Yale. Più in generale, questo corso e i futuri percorsi formativi costituiscono una rielaborazione di teorie che rientrano nell’ambito della Psicologia Positiva e che si traducono, nella pratica educativa, in quella che noi chiamiamo Pedagogia Positiva.

LA DINAMICA DEL CAMBIAMENTO

Concetti base da ricordare:

  • i mantra del cambiamento
  • il ciclo di vita del cambiamento
  • l’equazione del cambiamento

Per capire come possiamo cambiare, è opportuno focalizzarsi qualche minuto sul concetto di cambiamento. Nell’ambito della Pedagogia Positiva, il cambiamento non viene considerato come un evento repentino, ma come una sorta di evoluzione positiva. In pratica, possiamo cambiare solo gradualmente, introducendo correttivi, ma soprattutto lavorando sulle nostre forze interiori.
Ad esempio, quando non riusciamo ad ottenere ciò che desideriamo, è piuttosto frequente provare un senso di frustrazione: ci sentiamo «sbagliati» e desideriamo buttare via il presente, per rinascere «più performanti» in un futuro prossimo, facendo tabula rasa. Questo concetto di cambiamento è poco produttivo: nessuno di noi è perfetto, pertanto dobbiamo lavorare su noi stessi (e di riflesso sui nostri bambini), in ottica di costruzione, non di distruzione o di trasformazione. Non possiamo cambiare ciò che siamo, ma possiamo acquisire maggiore consapevolezza su ciò che siamo e sfruttare al meglio le nostre forze.
A questo proposito, vi suggeriamo di interiorizzare due frasi che, molto sinteticamente, illustrano le fasi dell’evoluzione positiva. Le abbiamo denominate «i due mantra del cambiamento», proprio perché dobbiamo continuare a ripetercele, allenandoci a metterle in pratica.

  • Ecco il primo mantra del cambiamento, focalizzato sul presente: «In questo momento, sono il risultato migliore che io possa ottenere, nonostante gli ostacoli e le difficoltà».
  • Il secondo mantra prevede invece di lavorare sul futuro: «Sono stato bravo/a ad arrivare fino a questo punto, ma sono certo che posso riuscire a fare ancora meglio».

Ovviamente, la ripetizione dei due mantra non porta automaticamente ad un cambiamento, ma costituisce il primo pilastro per acquisire una maggiore autoconsapevolezza. L’obiettivo, come avrete inteso, è di focalizzarsi sul presente, utilizzandolo come trampolino per il futuro (immaginatevi insomma come un arco, con molte frecce da lanciare).

A questo punto, occorre fare due ulteriori passaggi. Il primo è imparare a conoscere il Ciclo Emotivo del Cambiamento. Di questo tema abbiamo parlato qualche tempo fa in un articolo dedicato, al quale vi rimandiamo per approfondire. In questa parte del corso, è importante che teniate a mente che il cambiamento non è mai lineare, ma segue un percorso ciclico, costituito da differenti stati emotivi. Per capire il cambiamento e cambiare davvero, bisogna partire dalla conoscenza di questi stati, che passano dall’ottimismo ingiustificato ad pessimismo giustificato per arrivare infine, attraverso il realismo, ad essere ottimisti, in maniera giustificata.
Ora che abbiamo presentato il Ciclo Emotivo del Cambiamento, proviamo a riflettere su quali forze entrano in gioco quando si innesca un cambiamento. Vi proponiamo a questo proposito una formula matematica, la così detta Equazione del Cambiamento di Gleicher:

C = I x V x P e
C > S

Dove

C = Cambiamento
I = Insoddisfazione (per la condizione attuale)
V = Visione (il progetto che desideriamo realizzare)
P = Primi Passi (per realizzare il nostro progetto)
S = Status quo

In altri termini, il Cambiamento avviene quando il risultato della moltiplicazione di I, V, P è maggiore di S. In pratica, siamo disposti a cambiare quando sentiamo più forti Insoddisfazione, Visione e Primi Passi, rispetto allo Stato attuale delle cose.
Prendete un ambito della vostra vita che desiderate cambiare e provate a ricondurlo a questa formula. Qual è il risultato? Se siete pronti a cambiare, potete passare all’ultimo paragrafo di questa lezione, volto a scomporre l’obiettivo per renderlo specifico, rilevante, raggiungibile e, naturalmente, un po’ sfidante.

RAGIONARE PER OBIETTIVI: L’ARTE DEI PICCOLI PASSI

Siamo giunti alla seconda parte di questa lezione. Prima di procedere con l’esercitazione, vogliamo fare una sintesi dei concetti presi in esame fino ad ora.

  • La Pedagogia Positiva intende il cambiamento come un’evoluzione positiva: non dunque una distruzione o una trasformazione del presente, ma un modellare le proprie forze in funzione dell’obiettivo futuro
  • Il cambiamento necessita di una profonda consapevolezza dei propri punti di forza. Vi abbiamo proposto a questo proposito i due mantra del cambiamento, focalizzati rispettivamente sul presente e sul futuro
  • Abbiamo poi esaminato il Ciclo Emotivo del Cambiamento e le diverse fasi che lo compongono
  • Infine abbiamo riflettuto sull’Equazione del Cambiamento e su come essa si traduce nella vita pratica

Ora faremo un ultimo sforzo e proveremo a costruire il nostro percorso di cambiamento, per poi declinarlo nella quotidianità della famiglia. Tutto ciò che abbiamo visto finora è vero, ma ancora astratto. Quando si decide di cambiare qualcosa nelle nostre vite, solitamente ci si imbatte in cinque ostacoli che, per fissare le idee, chiameremo le “Vocali della staticità”:

  • A di Astrazione
  • E di Estremismo
  • I di Irragionevolezza
  • O di Orgoglio
  • U di Utopia

Se ci pensate bene, queste parole costituiscono un muro invalicabile per chi vuole cambiare. Ci si arena di fronte ad obiettivi poco concreti, troppo difficili da raggiungere, non facilmente quantificabili. Per ottenere un cambiamento, occorre seguire l’arte dei piccoli passi. Ce l’ha spiegato Antoine de Saint-Exupéry (l’autore de “Il piccolo principe“), in una bella preghiera dedicata ai piccoli, grandi progressi del quotidiano. La trovate nell’articolo dedicato, a questo link. Qui ne riprendiamo solo un breve passaggio che ci aiuterà a costruire i nostri obiettivi:

Rendimi attento e inventivo per scegliere
al momento giusto
le conoscenze ed esperienze
che mi toccano particolarmente.
Rendi più consapevoli le mie scelte
nell’uso del mio tempo”.

ESERCITAZIONE

Arrivati a questo punto, proviamo a mettere in pratica quanto visto finora. Per prima cosa, proviamo a valutare quanto desideriamo cambiare, attraverso l’uso dell’Equazione del Cambiamento. Se il risultato è maggiore dello status quo, è arrivato il momento di intervenire.
Per prima cosa, sediamoci ad un tavolo con carta e penna a portata di mano e proviamo a stilare una lista delle cose che vorremmo cambiare in noi:

  • Iperattività?
  • Prigrizia?
  • Eccessiva autocritica?

Ora, provate a suddividere la macrovoce che volete cambiare in tante piccole azioni. Facendo l’esempio della pigrizia, potremmo dire:

  • Devo imparare ad alzarmi prima
  • Devo cercare di organizzarmi meglio
  • Devo evitare di perdere tempo

A questo punto, è arrivato il momento di sperimentare l’arte dei piccoli passi. Pensate alla preghiera di de Saint-Exupéry e chiedetevi:

  • quali sono le conoscenze ed esperienze che posso mettere in campo per cambiare (o, per dirla metaforicamente, le frecce da lanciare di cui parlavamo prima)?
  • quanto tempo mi serve per modificare questo comportamento?

Siete pronti per completare la vostra mappa degli obiettivi. Abbiamo pensato di fornirvene una stampabile e personalizzabile, da inserire nel vostro Quaderno della Crescita. Ovviamente, sentitevi liberi/e di trovare la vostra forma espressiva. La cosa importante, è provare a mettere nero su bianco una cosa che vorreste cambiare di voi, per poi descriverla, analizzando le azioni su cui intervenire e dando un termine temporale per raggiungere l’obiettivo di cambiamento. Esercitarsi in questo ci aiuta a intervenire successivamente sul cambiamento in famiglia. Non possiamo aiutare gli altri a cambiare, se prima non siamo in grado di lavorare su noi stessi.

Ecco la mappa:

Clicca qui per scaricarla.


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