LA BEFANA VIEN DI NOTTE E ALTRE FILASTROCCHE SULLA BEFANA

LA BEFANA VIEN DI NOTTE

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Di questa famosissima filastrocca popolare esistono numerose varianti. Eccone un paio:

“La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana
viva viva la Befana!”

“La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana
viva viva la Befana!”

ALTRE FILASTROCCHE SULLA BEFANA

Ecco la Befana spaziale del grande Gianni Rodari:

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Ed ecco un paio di altre Befane in rima:

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filastrocche sulla befana patrizia mauro

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La Befana vien di notte è una delle filastrocche popolari più conosciute ed amate in occasione dell’Epifania, festività di origine cristiana. Ma la Befana ha qualcosa a che vedere con questa festa di ispirazione religiosa? Scopriamolo insieme; e dopo qualche curiosità, troverete ben 15 versioni diverse della filastrocca.

L’EPIFANIA E I RE MAGI

Secondo la tradizione cristiana, l’Epifania è la festa che celebra la visita dei Re Magi al Bambin Gesù nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. La parola Epifania deriva dal greco e letteralmente significa manifestazione. A raccontare l’episodio è il Vangelo secondo Matteo, l’unica fonte cristiana canonica che parla di queste tre figure venute da lontano.

Il racconto evangelico ci dice che i Magi, al loro arrivo a Gerusalemme, per prima cosa, fecero visita a Erode, il re della Giudea romana, domandando dove fosse ‘il re che era nato’, poiché avevano ‘visto sorgere la sua stella’. Il re, profondamente turbato, chiese agli scribi in che luogo dovesse nascere il Messia e inviò i tre a trovare il bambino,’affinché anche lui potesse adorarlo’.

I Magi guidati dalla stella arrivarono a Betlemme e giunsero presso il luogo dove era nato Gesù, prostrandosi in adorazione e offrendogli in dono oro, incenso e mirra. Poi, avvertiti in sogno di non tornare da Erode, tornarono alla loro dimora seguendo un altro percorso.

E LA STELLA ERA UNA COMETA?

Uno degli elementi che da sempre caratterizza i presepi e anche il racconto appena citato è la stella cometa, il fenomeno luminoso studiato dai magi. Tuttavia, a ben guardare, una stella e una cometa sono due corpi celesti molto differenti.

Le stelle sono grandissime masse composte di idrogeno ed elio, in cui avvengono continue fusioni nucleari. Le comete sono pezzi di roccia e ghiaccio che si sparpagliano a grandi distanze dal sistema solare.

Fu il pittore Giotto il primo a pensare che la “stella” citata nel Vangelo di Matteo fosse una cometa. L’artista la rappresentò in uno degli affreschi della Cappella degli Scrovegni di Padova, realizzato tra il 1303 e il 1305, e denominato L’Adorazione dei Magi.

Secondo studi più recenti dell’astrofisico e cosmologo americano Grant Mathews, che insegna all’Università cattolica di Notre Dame, il fenomeno celeste citato dal Vangelo di Matteo potrebbe essere stato un eccezionale allineamento planetario accaduto nel 6 a.C.: in quell’anno il Sole, Giove, la Luna e Saturno si trovarono a essere allineati nella costellazione dell’Ariete, mentre Venere era nella vicina costellazione dei Pesci e Mercurio e Marte in quella del Toro.

MA ALLORA CHE C’ENTRA LA BEFANA?

In tutto questo, il 6 gennaio arriva la Befana, la nonnina che, a cavallo della sua scopa, riempie di caramelle o carbone le calze dei bambini, a seconda che si siano comportati bene oppure no. Diciamo che con la tradizione cristiana c’entra poco o nulla, ma è comunque un personaggio molto amato e parte integrante delle nostre festività. Per ricordare la Befana, vi raccontiamo la leggenda che si ricollega all’episodio dei Re Magi.

La Leggenda della Befana
I Re Magi stavano procedendo nel loro viaggio verso Betlemme quando si fermarono presso la dimora di un’anziana signora per chiedere indicazioni per arrivare alla casa del Salvatore. La vecchietta non seppe aiutarli e, quando i tre le chiesero di seguirli, rispose che purtroppo aveva molto da fare.

Capì solo più tardi di aver commesso un errore e cercò di raggiungere i tre Magi, ma invano. Per cui fermò ogni bambino lungo la strada per dargli un dono, nella speranza che fosse il bambino che i Re Magi stavano cercando. E così ogni anno la Befana si mette in viaggio di nuovo, con l’obiettivo di regalare un pensiero a ogni bambino.

CALZE DELLA BEFANA FAI DA TE

Chiaramente oggi le calze della Befana sono “brandizzate” con i personaggi dei cartoni animati più amati e, forse, è diventata un po’ troppo commerciale, in un mondo in cui i doni hanno perso un po’ il loro significato originale. Che si può fare? Un’idea può essere quella di realizzare una calza della Befana fai da te. Ecco qui un’idea riciclo.

Uno dei materiali di recupero ideali per realizzare le calze della Befana è la carta da regalo già utilizzata. Per cuciture e giunture, si può usare la colla. In alternativa potete usare ritagli di stoffa per fare una calza patchwork, se siete abili con ago e filo.