LA BUROCRAZIA E’ IL PROBLEMA PRINCIPALE DEGLI INSEGNANTI

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Ieri Giovanni Biondi, presidente dell’Indire (Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa), ha espresso alla stampa un pensiero più che condivisibile.
Dice il Prof. Biondi che “Le scuole, più che di fondi, hanno bisogno di meno burocrazia. È necessario un intervento che sia in grado di sbloccare il sistema. Le scuole hanno progetti legati all’innovazione, ma avrebbero bisogno di più libertà. La burocrazia fa paura”.

Osservazione più che condivisibile, specialmente in virtù della missione degli insegnanti. Chi entra in classe tutti i giorni ha un compito molto serio: gestire la sua classe. Questo richiede una specializzazione didattica, ma anche un gran numero di competenze interpersonali e delle cosiddette “soft skill“. Il compito professionale di un insegnante è – e deve essere – questo: formarsi continuamente su come si può gestire una classe. Non è certo quello di compilare progetti e progettini.

Purtroppo, a un esame approfondito, chiunque può comprendere che i nostri insegnanti sono sommersi dalla burocrazia. Purtroppo, la maggior parte delle ultime riforme e degli interventi volti a “portare a scuola la meritocrazia” non hanno fatto altro che acuire questo problema.

Per vincere le sfide della scuola, come l’inclusione, la dispersione scolastica, l’aumento esponenziale di studenti con bisogni educativi speciali, si dovrebbe cominciare tagliando la burocrazia: solo così gli insegnanti avranno il tempo e le energie per superare gli ostacoli!