La casa del Fantasma a colori

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La casa del Fantasma a colori

Testo di: Monica Sorti

C’era una casa nata un po’ storta,
senza finestre, senza una porta.
Anche se aveva bei fiori sul prato
era sempre triste perché il vicinato
di lei diceva: “È brutta ed è vecchia”,
e la chiamava “La Catapecchia”.
Poi un bel giorno arrivò un fantasmino,
entrò calandosi dal grande camino.
Disse: “Casetta mi sembri un po’ triste,
ti mancano forse bevande e provviste?”.
Ma lei rispose: “Mi manca l’affetto,
qualcuno che abiti sotto il mio tetto”.
Così lui fu il solo che tra quelle mura
scelse di vivere senza paura.
Arredò il posto in modo un pò strano,
niente cucina, niente divano,
ma piazzò letti in abbondanza,
almeno un paio in ciascuna stanza.
Su ognuno stese un telo sgargiante
rosso blu giallo e verde brillante.
Tutti quei letti così colorati
sembravano i gusti di tanti gelati.
e quando il fantasma arrivava in volo
ogni giorno prendeva un nuovo lenzuolo.
Questo perché era davvero assai stanco
di essere sempre vestito di bianco.
Si venne a sapere che nel paesino
“La Catapecchia” aveva un nuovo inquilino,
uno spiritello che divenne un mito
perchè ogni mattina cambiava il vestito.
Successe così che la casa storta
senza finestre, senza una porta,
circondata da un prato pieno di fiori
fu chiamata “La Casa del Fantasma a Colori”.