Qual è la differenza tra autostima e sicurezza in se stessi? Abbiamo trovato una buona definizione ne “Il nuovo metodo danese“:

Jesper Juul, uno dei maggiori esperti danesi in genitorialità e educazione, ha descritto molto bene la differenza tra autostima e sicurezza in se stessi: l’autostima è la conoscenza e l’esperienza di quello che siamo. L’autostima possiamo vederla come un pilastro, un centro, un nucleo. Le persone che hanno un’autostima sana e ben sviluppata sono a proprio agio con loro stessi. Mi sento bene perché esisto. Chi invece ha una bassa autostima si sente sempre insicuro, autocritico e colpevole. 
La sicurezza in se stessi, d’altra parte, misura ciò di cui siamo capaci, quello che sappiamo fare, quello in cui siamo bravi. Si basa sui risultati che otteniamo. È più una qualità esteriore, che si manifesta attraverso le nostre abilità, i nostri diplomi, i nostri premi“.

Se un bambino ha un’autostima sana, la sicurezza in se stesso è per così dire automatica, viene da sé. Al contrario, ci sono molti bambini che sembrano sicuri di sé eppure hanno un’autostima bassissima.

Il  comportamento più dannoso per l’autostima è quello dei genitori che – in modo consapevole o molto più spesso senza rendersene conto – fanno credere al bambino che meriti il loro amore solo quando fa bene, quando vince o si comporta come gli viene richiesto. In misura inferiore questa considerazione vale anche per gli insegnanti. Al contrario, l’amore deve essere incondizionato e il bambino deve saperlo. Solo così sarà possibile mettere dei limiti senza che questi si trasformino in una tragedia.

Lodi e premi non sono sistemi validi per sviluppare l’autostima. Neppure l’assenza di regole lo è. Perché l’autostima cresca robusta servono amore incondizionato e rispetto.

 

FONTI

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