LA GITA? È SOLO PER CHI SI COMPORTA BENE

Ha fatto discutere, in questi giorni, la scelta della scuola media Paolo Ferrari di Massa: il dirigente scolastico e il consiglio d’istituto hanno deciso che quest’anno la gita scolastica sarà riservata agli studenti che hanno conseguito una buona valutazione in condotta.
Si tratta di una scelta educativa di buonsenso, anzi, un’iniziativa che si potrebbe estendere ad altri istituti, motivata dalle grandi responsabilità che si assumono i docenti che accompagnano in gita i ragazzi; eppure, non sono mancate le polemiche.

Al Fatto Quotidiano la preside ha giustificato la sua decisione dichiarando: “Sono in questa scuola da settembre. In questo istituto è usanza fare una settimana alternativa: durante questo periodo gli insegnanti organizzano varie attività tra cui il viaggio d’istruzione. Quando ho chiesto spiegazioni mi hanno detto che per la gita le adesioni sono sempre state poche. A sorpresa quest’anno le iscrizioni sono raddoppiate: abbiamo avuto 110 ragazzi che hanno fatto richiesta per partecipare alla quattro giorni a Napoli e sulla Costiera Amalfitana. In prima battuta mi sono adoperata a verificare che il numero dei professori che li accompagnassero fosse adeguato ma ho avuto la disponibilità di solo otto professori, oltre ad un paio di eventuali riserve. A quel punto ci siamo chiesti: cosa facciamo? Le ipotesi erano due: rinunciare al viaggio oppure, per garantire la sicurezza dei ragazzi, compiere una scelta. Abbiamo deciso di portare la questione in consiglio d’istituto dove si è presa una decisione all’unanimità“.

Alcuni genitori hanno protestato, chiedendo che i loro figli fossero inseriti per la gita. E in qualche caso la scuola ha ceduto: del resto si trattava di un’iniziativa coraggiosa e non priva di rischi “diplomatici”.
La domanda – aperta – è: l’idea che la gita scolastica (anche alla luce dei fatti di cronaca degli ultimi anni) sia riservata agli studenti la cui condotta è meritevole, è così sbagliata? L’idea che accanto ai diritti dei cittadini e degli studenti vi siano anche dei doveri è così bislacca?

Noi siamo fortemente convinti del valore dell’inclusione, ma l’inclusione non può diventare l’alibi per tollerare qualsiasi comportamento. Uno studente che risponde agli insegnanti e che potrebbe causare pericolo a se stesso e agli altri non deve andare in gita. Negare la meritocrazia della condotta giustificare l’unica, altra, alternativa – quella che tante scuole in Italia già percorrono -, che è l’abolizione delle gite scolastiche e tutte le iniziative al di fuori delle quattro mura scolastiche. Del resto, dove fallisce la democrazia del merito, si impone l’autorità.

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