LA GRANDE SPERANZA DELL’UMANITÀ È CHE I GENITORI IMPARINO AD AGIRE VERAMENTE PER IL BENE DEI FIGLI

Lettura scelta da “Summerhill, Un’esperienza educativa rivoluzionaria”, di Alexander S. Neill:


Essere consapevole significa essere libero da pregiudizi, da atteggiamenti infantili … o meglio, il più libero possibile, perché chi può liberarsi completamente dai primi condizionamenti? Consapevolezza vuol dire andare al di là della superficie delle cose, trascurando ciò che c’è alla superficie. Questo non è facile per i genitori, a causa dei loro attaccamento viscerale verso i figli.
« Come ha ridotto mio figlio! » è il grido di centinaia di lettere che io ricevo. L’insegnante, che non è ostacolato da un troppo forte attaccamento emotivo per i suoi ragazzi, ha possibilità molto maggiori di guidare senza errori un bambino verso la libertà. Molte volte ho dovuto scrivere al padre di un bambino difficile che suo figlio non aveva nessuna speranza di guarire a meno che egli non cambiasse i suoi metodi.

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L’accusa che faccio ai genitori è quella di non voler imparare. La maggior parte del mio lavoro consiste nel rimediare agli errori dei genitori. Provo insieme simpatia e ammirazione, per i genitori che vedono onestamente i loro errori e che cercano onestamente di imparare come comportarsi con i loro figli. Ma, stranamente, altri genitori preferiscono attenersi strettamente a codici di comportamento dannosi e privi di significato piuttosto che adattarsi alle necessità dei loro figli. Cosa ancora più strana, sembrano gelosi dell’amore che i bambini provano nei miei confronti. I bambini non amano tanto me quanto il mio non interferire nelle loro faccende. Io sono il padre che loro sognavano ogni volta che quello vero urlava « Piantala di fare chiasso! » Io non pretendo mai le buone maniere o un linguaggio appropriato. Non domando mai se si sono lavati la faccia. Non pretendo mai né obbedienza, né rispetto, né ammirazione. In breve, tratto i bambini con quel rispetto con cui pretendono di essere trattati gli adulti. Mi rendo conto dopotutto che fra me e il padre non ci può essere una vera competizione. Il suo compito è quello di guadagnare per mantenere la famiglia. Il mio lavoro è quello di studiare i bambini e di dedicare loro tutto il mio tempo e il mio interesse. Se i genitori rifiutano di studiare la psicologia infantile che li renderebbe più consapevoli di come crescono i loro figli, devono aspettarsi di rimanere indietro. E questo è ciò che di fatto succede.

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Il genitore è come Dio, e un Dio geloso. Per di più la legge dà ai genitori il diritto di decidere: « Mio figlio deve essere allevato in questo modo! » La madre o il padre possono picchiare il loro figlio, possono terrorizzarlo, rendere la sua vita miserabile. La legge può intromettersi solo se le percosse provocano danni fisici. Nel caso invece di danni psichici non può interferire, per gravi che siano. La tragedia è che i genitori credono sempre di agire per il bene del figlio. La grande speranza dell’umanità è che i genitori imparino veramente ad agire per il bene dei figli il giorno in cui saranno consapevoli e solidali con i loro bambini nello sviluppo di questi verso la libertà, nel lavoro, nella conoscenza e nell’amore. Se questo libro aiuterà anche un solo genitore a rendersi conto della tremenda influenza che egli può esercitare verso il bene o verso il male, non sarà stato scritto invano.


FONTI

  • A. S. Neill, Summerhill, Summerhill, Un’esperienza educativa rivoluzionaria, Rizzoli, 1976