La leggenda del girasole

La leggenda del Sole è una fiaba che fa parte della raccolta “I racconti del Bruco Mangianoia“.

La leggenda del girasole

Testo di: Alessia de Falco e Matteo Princivalle

C’era una volta una piantina senza nome, così piccola che aveva fatto amicizia con un sasso.
Un giorno il sasso confidò all’amica il suo desiderio: “Sono così piccolo che se guardo sopra di me vedo solo gli steli dell’erba; ma a me piacerebbe salire fino al cielo per vedere com’è fatto il Sole. Posso chiederti un favore? Io non conosco la lingua delle piante, ma tu sì! Potresti chiedere a qualcuna delle erbe o dei cespugli più alti se può sollevarmi in modo che riesca a vedere il Sole?”

“Certo che sì”.
La piantina chiamò un filo d’erba: “Signora gramigna, potrebbe aiutarmi? Ho un amico che vorrebbe vedere il Sole”; ma la gramigna non ascoltò e rimase al suo posto. La piantina provò a chiedere ai denti di leone, alla menta e a tutti gli altri abitanti del prato, ma nessuno di loro prestò ascolto alla voce di una pianta così piccola e il sasso rimase dov’era, buttato tra la terra accanto alla sua amica.

“Se solo crescessi anche io” sospirava triste la piantina, “sarei tanto felice di farti vedere il Sole”.
Un giorno passò di lì il Bruco Mangianoia e la piantina chiese il suo aiuto: “Signor Bruco, il mio amico sasso vorrebbe vedere il Sole, ma io sono tanto piccola e nessuna delle piante più alte vuole sollevarlo fino al cielo. Può chiedere all’Estate di aiutarci?”

“Vi aiuterò: contate su di me” rispose il Bruco Mangianoia, e strisciò via, pensando tra sé: “Quella piantina non conosce il proprio destino, ma io sì: presto diventerà la più alta e la più bella di tutte le piante del prato.
Il bruco prese una fiala di vetro e la riempì con acqua di fonte, poi le appiccicò sopra un’etichetta e scrisse “Pozione per crescere”; la riportò alla piantina, dicendo: “Bevi questa pozione, poi fai salire il tuo amico sasso sulle tue foglie e impegnati ogni giorno per crescere. Presto arriverai a toccare il cielo.

La piantina fece come le aveva detto il Bruco Mangianoia e si impegnò così tanto che cominciò a crescere di un centimetro ogni giorno che passava. Presto superò la gramigna e le altre erbe di campo e in capo a un mese diventò più alta dei i cespugli più alti del prato. Finalmente il sasso riuscì ad ammirare il Sole, giallo e incandescente. “Grazie” sussurrò colmo di gratitudine alla sua amica, “grazie a te ho esaudito il desiderio che avevo nel cuore e so cosa splende nel cielo”.

Era così felice per aver portato a termine la sua missione che, quella notte, cominciò a brillare, come una stella. Al sorgere del Sole il sasso non c’era più: al suo posto, tra le foglie più alte della pianta, era sbocciato un fiore grande e giallo: era il girasole.

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