La leggenda del girasole

C’era una volta una ninfa* che si era innamorata di Apollo, dio del sole; il suo nome era Clizia. Purtroppo, questo amore non era ricambiato perché Apollo, a sua volta, si era innamorato della principessa Leucotoe.
E così, quando al mattino Apollo cominciava il suo giro sopra la Terra a bordo del carro del Sole – nell’antica Grecia si pensava che il Sole che sorge e che tramonta non fosse altro che un carro scintillante condotto nei cieli dal dio Apollo – non aveva occhi che per Leucotoe.
La povera Clizia, innamorata perdutamente del dio, rimaneva seduta nei campi seguendo Apollo con lo sguardo: da oriente, all’alba, verso occidente, al tramonto.
Giorno dopo giorno, la ninfa smise di mangiare e si consumò, nel suo tentativo di seguire il dio di cui era innamorata. Il suo corpo mortale divenne polvere e al suo posto, spuntò un girasole: il fiore che muove la sua corolla** per seguendo il corso del Sole. Così trasformata, Clizia avrebbe potuto seguire il suo amato per l’eternità***.

NOTE

* Le ninfe erano divinità minori della mitologia greca, legate agli elementi naturali (boschi e foreste, campi fioriti, mare, etc.).

** La corolla è la parte superiore del fiore, che comprende i petali e gli organi riproduttivi. Per approfondire la struttura dei fiori ti suggeriamo di leggere la nostra scheda didattica sulle parti del fiore.

*** Nota sul mito: il mito di Clizia e di Apollo compare tra le Metamorfosi di Ovidio e nelle Fabulae di Igino (due pietre miliari della mitologia); tuttavia, nella versione originale del mito, Clizia fa uccidere Leucotoe, nel tentativo di ottenere finalmente le attenzioni e l’amore di Apollo. Il dio, però, quando viene a sapere del suo crimine, la scaccia e non le rivolgerà più la parola. Nel finale del mito canonico, Clizia si trasforma in un girasole consumata dall’amore e dal senso di colpa.

SCHEDE STAMPABILI

leggenda del girasole

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