La maternità non è un ostacolo: intervista ad Anna Luppi mamma e cantante

Care mamme oggi vorrei condividere con voi un intervista speciale fatta ad una mamma che è una di noi, che si trova a conciliare la sua vita con una bambina piccola e che vede la maternità come un valore aggiunto e non come un ostacolo. Mi piaceva l’idea di dedicare questo spazio a lei, per tutte le mamme che si trovano in difficoltà o pensano che la maternità abbia ostacolato i propri progetti di vita. Ecco, magari ascoltando Anna qualcuna riprende in mano qualcosa di sé e si rimette in gioco… Buona lettura !

1) Com’è cambiata la tua vita da quando sei diventata mamma?
Sembra banale dirlo, ma la mia vita è cambiata in meglio: avere una figlia è un’esperienza che mi sta regalando momenti di gioia incredibili, oltre che uno sguardo diverso sul mondo attraverso i suoi occhi e una maggiore conoscenza di me.
Non mancano ovviamente i momenti di stanchezza e fatica, ma sono ampiamente ripagati!
Per il resto, dopo qualche mese di assestamento, la mia vita è ricominciata molto simile a prima, solamente con qualche differenza di tempi e ritmi.
2) Come hai fatto a conciliare la tua passione per la musica con la responsabilità di essere mamma?
Quando sono diventata mamma ho deciso di provare a tenere insieme il fatto di passare il maggior tempo possibile con mia figlia, che era ciò che mi sembrava più importante per il suo benessere, e il fatto di farle vivere insieme a me esperienze positive, non traumatizzanti, anche se fanno parte del mio lavoro: portarla su un palcoscenico, ovviamente tenendo conto delle sue orecchie delicate e rispettando i suoi tempi e i suoi bisogni, è stata la prima cosa che ho fatto quando aveva due mesi. In questo senso il babywearing (portarla in fascia o marsupio) e l’allattamento al seno hanno giocato un ruolo fondamentale per me, per noi: senza di essi non sarei riuscita a farcela.



3) Raccontaci com’è stato il tuo ultimo tour in giro per promuovere la tua musica, insieme alla tua bambina piccola. Quali sono stati gli ostacoli più grandi?

Direi che l’ostacolo più grande è stato superare le mie rigidità mentali, ovvero la preoccupazione di rispettare una serie di “regole” che mi ero mentalmente imposta per la buona “riuscita” del tour: avevo in programma 9 concerti in due settimane, 4000 km da percorrere, e l’esigenza, sempre al primo posto!, che la bambina stesse bene. Mi chiedevo come sarei riuscita a rispettare i suoi bisogni e il suo benessere cambiando letto ogni sera, spostandoci ogni giorno in macchina per qualche ora, cambiando alimentazione, avendo l’impegno di esibirmi in concerto a orari prestabiliti…
Alla fine, i luoghi che avevamo scelto per i concerti erano adeguati al tipo di spettacolo che avevo in mente, ovvero musica acustica, intima, da ascolto. Portarla sul palcoscenico è stato un po’ come suonare improvvisando: spesso è bastato metterla in fascia e farle sentire la mia presenza per farla addormentare e fare tutto il concerto senza pause, ma a seconda dei momenti è stato necessario cambiare l’ordine dei brani da eseguire per cullarla, oppure fare una o più pause durante il concerto per farla scendere a giocare quando ne aveva la necessità… insomma, è stato davvero come suonare con un componente in più della band… non un duo, ma un vero e proprio trio!
4) Ho visto che nei tuoi concerti ci sono molte mamme e bambini: com’è nato questo messaggio di musica che coinvolge così tante mamme con i loro bambini?
Anche qui credo che abbiano giocato un ruolo importantissimo il babywearing e l’allattamento: il cercare di dimostrare che a volte, svolgendo alcune professioni (ovviamente non tutte!), è possibile conciliare la propria passione, il proprio lavoro e l’essere mamma. Con naturalezza e senza forzature, ascoltando i nostri bambini e le loro necessità, dando loro prima di tutto contatto, presenza, amore. Il resto viene da sè.
5) Cosa pensi sia importante per educare tua figlia, nel mondo di oggi?
Ritengo fondamentale un’educazione basata sul rispetto, sulla conoscenza delle differenze e dell’arricchimento che da esse deriva: anche per questo viaggiare e conoscere culture e lingue differenti mi sembra importante.
Inoltre, nonostante il mondo odierno sembri essere pieno di pericoli e di sfiducia nei confronti degli altri, vorrei invece riuscire a insegnarle ad avere fiducia nelle persone, a costruire relazioni sane e rispettose, a costruire ponti anzichè erigere muri: penso che sia possibile e che sia anche questo un modo per migliorare il mondo che ci circonda.
6) infine, un messaggio per tutte le mamme che si sentono limitate nella maternità rispetto al lavoro, alle proprie passioni e alla gestione del tempo: cosa vorresti dirgli?
Sicuramente non è facile e non con tutte le professioni è sempre possibile, ma vorrei dire loro che è giusto provarci, fare un tentativo, perchè spesso sono proprio i nostri bambini che ci suggeriscono come fare, basta ascoltarli ed osservarli. Se poi stanno bene, alla gioia per il loro benessere si aggiungono anche la soddisfazione e la realizzazione personali.
Per chi volesse potete ascoltare la musica di Anna sul suo sito www.annaluppi.com e contattarla per organizzare serate di concerti speciali!




Sarebbe bello darci un appuntamento mensile per dedicare un piccolo spazio a tutte le mamme che volessero raccontarsi e raccontarci come è cambiata la loro vita con la maternità!
Per chi fosse interessata potete inviare una mail al Portale e vi contatteremo per creare con voi un piccolo spazio di condivisione!
Chiara Cupini Pedagogista ed educatrice