LA PROFESSORESSA CHE OGNI SERA DA’ LA BUONANOTTE CON UNA PAROLA NUOVA

La tecnologia è un nemico o un alleato? Per la professoressa Carla Romoli, 61 anni, bolognese, si tratta sicuramente di uno strumento prezioso. L’insegnante, infatti, ha utilizzato la chat di classe su WhatsApp in un momento culturale: ogni sera, invia alla sua classe un messaggio vocale nel quale spiega il significato di una parola nuova.

TRA MEDIA EDUCATION E ALFABETIZZAZIONE EMOTIVA

Questa pratica si può apprezzare sotto vari punti di vista. Per cominciare, quello della comunicazione affettiva, come fa notare la stessa docente:

“…ho pensato a quanto fosse stato importante arricchire il loro lessico. Se sei padrone del lessico la comunicazione verbale e affettiva non è più un problema: sai esprimere le tue emozioni. È la povertà lessicale che si trascina dietro il vuoto. Se poi si attribuisce un significato alle cose, un giusto nome, esse possono prendere vita. È un regalo reciproco: gli studenti imparano ad amare le parole e queste li ricompensano aprendo loro scenari sconosciuti”.
Repubblica, 18 aprile 2018

Per poter esprimere un pensiero, ci servono le parole giuste; ecco perché il lessico non è un’opinione. La letteratura forse non servirà nel mondo del lavoro, ma di certo ci è utile ad orientarci nel mondo del cuore. L’intelligenza emotiva è strettamente legata al lessico e alla conoscenza dell’arte e della letteratura.

Allo stesso tempo, questa sperimentazione è stata un esempio eccellente di come anche i media più contestati, come WhatsApp (di cui avevamo parlato duramente, a proposito della follia delle chat dei genitori), possono trasformarsi in qualcosa di utile, in un vero e proprio medium formativo. Un esperimento di media education? Sì, e anche di più.

COACHING CREATIVO: USIAMO IN MODO CREATIVO I MEDIA DIGITALI

La professoressa Romoli ha escogitato un esercizio di coaching creativo formidabile; la sua idea, al di là dell’arricchimento lessicale, abbatte la barriera del pregiudizio sul digitale e lo stereotipo secondo cui gli smartphone siano solo uno strumento di distrazione e declino cognitivo di massa.

Adesso, però, è il tuo turno: prova ad escogitare un utilizzo dei media digitale che, nella sua semplicità, possa trasmettere valori e conoscenza.