LA RIVOLUZIONE DELLE SCUOLE SENZA ZAINO

Oggi vogliamo parlare del progetto Scuola Senza Zaino. Per una scuola comunità: un progetto che nasce da una visione educativa e didattica nuova, incentrata sulla dimensione comunitaria dell’esperienza scolastica (dall’alunno al docente, senza dimenticare le famiglie) e sulla condivisione.

Parlare di “scuola senza zaino” può trarre in inganno: questo progetto non si limita ad alleggerire le cartelle dei ragazzi, ma ri-progetta l’esperienza scolastica dalle fondamenta. Sul sito https://www.scuolasenzazaino.org/ vengono elencati i tre valori chiave di questo progetto e della visione educativa che lo anima:

  • ospitalità: l’ambiente didattico viene ripensato in modo da non essere un ambiente rigido (quello formato da file di banchi e una cattedra, che permette una sola direzione di lavoro) ma un ambiente aperto alla sperimentazione;
  • responsabilità: a partire dal motto montessoriano “aiutami a fare da solo”, le scuole senza zaino incentivano le attività autentiche e la libera scelta dei bambini, attraverso una progettazione ragionata delle attività e dei materiali;
  • comunità: le scuole senza zaino sono grandi comunità collaborative in cui i bambini possono riflettere all’interno degli spazi-Agorà, i docenti all’interno dei gruppi di ricerca e in cui le famiglie, partecipando attivamente alla vita scolastica, riescono ad integrarsi in modo positivo e collaborativo.

Per comprendere meglio questa visione, ti riportiamo un estratto dal sito del movimento:

Il Modello di Scuola SZ mette l’accento sull’organizzazione dell’ambiente formativo, partendo dal presupposto che dall’allestimento del setting  educativo dipendono sia il modello pedagogico-didattico che si intende proporre e adottare, sia il modello relazionale che sta alla base dei rapporti tra gli attori scolastici: gli elementi di diversa natura che intervengono a scuola si intrecciano gli uni negli altri, perché è l’esperienza scolastica nel suo complesso ad essere formativa ed è dunque necessario progettarla nella sua globalità, senza lasciare niente al caso.
Nella consapevolezza che si apprende più dall’ambiente, inteso anche come comunità, che dal singolo insegnante (Dewey, 1953), il contesto educativo è visto come un sistema complesso composto da una struttura materiale, l’hardware  (spazi e architetture in genere, arredi, strumenti didattici, tecnologie), e da una struttura immateriale, il software  (le relazioni, le competenze professionali dei docenti, ma anche quelle degli allievi, le Indicazioni nazionali e i piani formativi, i sistemi di valutazione, ecc.). Il collegamento reciproco di hardware e software, l’interconnessione di tempi, spazi, soggetti e oggetti, da cui scaturiscono le “azioni”, cioè le attività e le pratiche, diventano oggetto in SZ di ricerca cooperativa e continua progettazione.

Questa attenzione all’ambiente formativo è definita in SZ Approccio Globale al Curricolo (Global Curriculum Approach – GCA).

Il concetto di globalità è riferibile anche alla persona in quanto tale, per cui sono considerate, come artefici di apprendimento, tutte le dimensioni proprie dell’individuo (cognitiva, corporea, relazionale, affettiva, emotiva) e la qualità dell’esperienza che ogni singolo allievo riesce a vivere a scuola: un apprendimento significativo e profondo parte dall’esperienza e ad essa ritorna, è frutto dell’attenta considerazione di realtà astratta (gli aspetti simbolico-ricostruttivi), realtà diretta (il rapporto faccia a faccia con altri esseri umani ed il mondo), realtà virtuale (creata dai media elettronici). All’introduzione delle nuove tecnologie, si affianca sempre il recupero effettivo dell’aspetto corporeo e il contatto con il mondo inteso nella sua oggettualità; in altre parole, è dato rilievo alla tradizione simbolico-astratta (che richiama prima di tutto il leggere, scrivere, ascoltare e parlare), ma anche ai sistemi di comunicazione visuale che sollecitano l’immaginazione“.

Il progetto ci piace perché riprende, consapevolmente, tante delle intuizioni di Maria Montessori, aprendosi però alla consapevolezza che il mondo è cambiato. Di questo cambiamento dobbiamo prendere atto, utilizzando gli strumenti e le risorse che ci offre nel modo migliore. Fantascienza? No: le scuole senza zaino in Italia sono quasi 500, per un totale di oltre 35.000 studenti impegnati in un progetto educativo “Senza Zaino”.

FONTI