La scuola in movimento

L’attività all’aria aperta serve a mantenere la forma fisica, ma soprattutto a mettere la mente in condizione di imparare ed operare al meglio.

E così, in una scuola del torinese, si cammina un chilometro al giorno, a metà mattinata, per poi proseguire con le lezioni. Quest’iniziativa è stata messa in pratica dalle scuole elementari e medie di Buttigliera, Rosta e Ferriera (TO), riprendendo un’iniziativa avviata tre anni fa in Scozia. Lì era nata per combattere l’obesità,

Tra l’altro, un esempio virtuoso di collaborazione tra scuole e famiglie:

«Crediamo molto nel progetto – osserva la dirigente Maria Gabriella Parente – ed è piaciuto anche ai genitori che hanno autorizzato in massa i propri figli a partecipare». (La Stampa, 2017)

E così, oltre 700 bambini e ragazzi, tutte le mattine fanno il giro della scuola e del parco che la circonda. Naturalmente in caso di verifiche o interrogazioni si cerca di salvare l’importanza dei compiti in classe, ma sono gli stessi docenti ad aver sposato la causa, con un occhio di riguardo al chilometro quotidiano in fase di progettazione della loro attività didattica.

Muoversi per imparare meglio

L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dagli studenti, che, stando alle dichiarazioni, riescono a concentrarsi meglio anche nella seconda parte della mattinata. Del resto, chi conosce bene il mondo della scuola sa che le lezioni delle ultime ore sono un “mortorio intellettuale”, con classi le cui menti vagano ormai in libertà.

L’idea di aumentare i momenti di pausa e soprattutto farli fruire all’aria aperta non è nuova: avevamo pubblicato l’anno scorso a proposito della scuola in Texas che aveva deciso di quadruplicare gli intervalli. Il gioco, così come l’esercizio fisico, sono componenti fondamentali per la crescita equilibrata dei bambini. Questi hanno bisogno di camminare, di socializzare e di poter giocare in libertà.

Sperimentare in libertà

Cosa impedisce la sperimentazione nelle scuole? Solitamente, si punta il dito contro i programmi ministeriali, le scadenze e la burocrazia. Tuttavia, non dovremmo sottovalutare il ruolo dei genitori degli alunni: in un periodo in cui le denunce “volano” (denunce alle autorità, ma anche e soprattutto sui media, che possono colpire altrettanto duramente) gli insegnanti sono restii a lanciarsi in imprese di cui intravedono i rischi.

Pensiamoci: tutte le iniziative virtuose partono da un gruppo classe in cui gli insegnanti sono stati sostenuti con vigore dalle famiglie, anche nei momenti di criticità nella sperimentazione.