La scuola è un’occasione di crescita anche per i genitori

Voi vi sentite parte della comunità scolastica dei vostri figli?

Questa sera cominciamo da questa domanda perché la cronaca, tra insegnanti denunciati o maltrattati e genitori che sostengono che “sia compito della scuola educare i ragazzi”, non è certo promettente.

E allora, conviene fermarsi un attimo a riflettere su quello che la scuola rappresenta per noi, per i genitori. Ricominciamo dal concetto della comunità educante: la scuola è scuola di tutti e per tutti. Insegna ai bambini, ma anche ai genitori. Ne fanno parte gli insegnanti, ma anche i bambini e i genitori.

Spesso facciamo finta di niente, ma c’è una grande verità con cui fare i conti: la scuola ha tanto da insegnare anche ai genitori. 

LA SCUOLA È CAMBIAMENTO

La scuola rappresenta un momento di cambiamento non solo per i bambini, ma anche per i genitori. Significa confrontarsi con nuove sfide e un ambiente tutt’altro che facile.

L’errore più comune è quello di pensare che la scuola riguardi solo i bambini o solo gli insegnanti. E invece no: successi e fallimenti sono di tutta la squadra, bambini, insegnanti, famiglia e contesto. Nessuno è escluso.

Questo non significa dover partecipare a tutte le feste della scuola o prendere un permesso ogni settimana per truccare i bimbi. Quelle sono scelte, che non impattano sulla vita dei bambini. L’importante, invece, è condividere le regole della scuola, i suoi valori.

Agire in continuità con gli insegnanti e ascoltare i loro consigli: spesso sono preziosi anche per mamma e papà. Ci vuole fiducia verso questi professionisti.

  • Voi come avete affrontato questo cambiamento?
  • Vi sentite in sintonia con l’azione educativa dei vostri insegnanti?

LA SCUOLA È – ANCHE – SCUOLA DI BUONE MANIERE

Sempre più spesso a scuola ci si trova ad affrontare il problema dell’educazione dei ragazzi. La buona educazione è un problema serio!

Come al solito, non serve chissà cosa; sarebbe sufficiente la continuità educativa: se l’insegnante ha assegnato una punizione in seguito ad un comportamento ineducato, lo si esegue. In silenzio. E poi, semmai, si riflette sui motivi che hanno portato ad essa.

Andrebbe sdoganato il mito del “punizioni zero e niente regole”. Prima ce ne rendiamo conto, prima smetteremo di fare danni. E se proprio non riusciamo a mandar giù il rospo della disciplina (che peraltro sostengono personaggi di primo piano intellettuale della levatura di Paolo Crepet), prendiamola come una sfida positiva.

  • La vostra scuola è anche una scuola di buone maniere?
  • C’è sinergia tra voi e gli insegnanti in tema di regole e disciplina educativa?
  • Fate rispettare la buona educazione? Siete un modello positivo?

Come avete risposto a queste domande?

Secondo noi, il punto fondamentale è diventare coscienti del fatto che la scuola è una sfida per tutta la famiglia. Se impariamo ad accettarla, avremo risolto tanti dei nostri problemi educativi.