La storia di Marinella

La storia di Marinella

Testo di: Federica Semprini

Questa è la storia di Marinella
che col suo unicorno salì su una stella,
voleva guardare il mondo da lassù
mangiando un piatto di pasta al ragù.

“Stanotte non voglio dormire.
Sono stanca di obbedire!
Perché non posso essere già donna?
Voglio lavorare con tacchi e con la gonna”.

“Aprire un ristorante è il mio più bel sogno
Unicorno – ti prego – della tua magia ho bisogno”.
Accadde tutto in un istante:
ci fu una luce scintillante.

Marinella era cambiata
la magia l’aveva trasformata.
Scese di corsa in cameretta:
non indossava più la maglietta.

Allo specchio si guardò
“Quel che volevo, adesso lo ho!
Sono una donna in carne ed ossa”
disse la bimba commossa.

Marinella non immaginava
quello che l’aspettava.
Il suo sogno era un’illusione e andò a finire
che da sola lo dovette capire.

Gli anni più belli e spensierati
Non c’erano più, erano andati.
Quanto triste ora è il suo cuore
solo lavoro, a tutte le ore.

Niente abbracci, nessuna carezza
tornava a casa con tanta amarezza.
Niente più giochi con i suoi amici.
Nel cortile nessun giro in bici.

“Caro unicorno, mi devi aiutare:
una bambina voglio tornare.
Com’è difficile essere Donna
non è abbastanza indossare una gonna.

Il tuo valore devi mostrare
il doppio di un uomo dovrai lavorare.
E se metti al mondo un bel bambino
puoi perdere il lavoro dalla sera al mattino.

Sai quale è la soluzione? È metterci il cuore,
lottare insieme per un mondo migliore.
Se le forze noi uniremo
questo mondo lo cambieremo.